lunedì 25 gennaio 2010

La politica e il web 2.0: Metodologia ed Analisi

Oggi come oggi nessuno può ignorare la potenza del Web 2.0. Soprattutto coloro i quali della comunicazione fanno lo strumento del proprio lavoro. E’ il caso della classe politica in senso generale e a tutti i livelli. Questa è la più importante lezione che abbiamo imparato dalle ultime elezioni presidenziali negli Stati Uniti dove studi indipendenti hanno dimostrato che buona parte della vittoria elettorale di Barack Obama è stata costruita attraverso una mobilitazione senza precedenti delle classi giovanili. Esse non solo hanno votato in blocco (due elettori su tre) per il candidato democratico, ma hanno anche incrementato la loro presenza ai seggi, spesso per la prima volta in assoluto, assai più di ogni altra classe di età. Questo fenomeno si spiega con il fatto chel’elettore non è più un soggetto passivo che “ascolta” la campagna elettorale subendo tribune politiche e comizi, ma è un soggetto che attivamente influenza i programmi elettorali e le tendenze politiche grazie al potere del web informale (forum, social network, blog, newsgroup e wiki).



Già a partire dalle prossime elezioni amministrative ciò potrebbe essere applicato anche all’esperienza italiana. Grazie ai mezzi messi a disposizione dal Web 2.0 i nostri candidati potranno raggiungere quella porzione di elettorato in età compresa tra i 18 e 25 anni che è ancora largamente sottorappresentata e che difficilmente si sente coinvolta dagli argomenti di natura politica.


Ma l’aspetto che gli appartenenti alla classe politica non dovranno sottovalutare è il meccanismo di scambio che la rete mette a disposizione: i cittadini comunicano tra di loro e commentano i programmi elettorali (positivamente o negativamente) in modo libero e indiscriminato e di rimando i politici possono utilizzare gli stessi canali come banco di prova per testare l’interesse verso i punti chiave del loro programma elettorale e per stimolare discussioni dalle quali trarre spunto. Così come sempre più spesso già avviene per le aziende, tutte queste conversazioni che popolano il web vanno a formare un prezioso bagaglio di informazioni su cui è possibile costruire una valutazione oggettiva del proprio gradimento e dei relativi punti di forza e di debolezza. L’intercettazione, l’analisi e l’interpretazione di giudizi, pregiudizi e opinioni presenti sulla rete costituisce un’attività indispensabile per la tutela della visibilità, della reputazione e della credibilità di ogni candidato, del suo programma e della coalizione politica che rappresenta.Monitoraggio, difesa e valorizzazione dell’immagine del candidato o del rappresentante eletto possono permettere di creare un vantaggio per il futuro, basato sulla fiducia degli elettori e sulle emozioni positive associate al suo nome, capace di controbilanciare il crescente fastidio dei cittadini nei confronti della politica (v. ad es. Governance Poll 2009, realizzato da Ipr-Marketing per il Sole 24 Ore) e di “catturare” quella parte di elettorato che non si sente più rappresentata.Mutuando l’approccio utilizzato con le aziende, proponiamo lo schema di un modello di analisi reputazionale applicabile al contesto elettorale:


Sulla base del modello, opportunamente dettagliato e declinato secondo le specifiche esigenze, si procederà all’individuazione ed all’analisi dei contenuti online (sia testuali che video) , per giungere alla creazione di una mappa di posizionamento che descrive ogni dominio censito in termini di rilevanza, visibilità e tono della conversazione.Intervenendo opportunamente in canali selezionati, e stimolando le conversazioni, il candidato potrà cogliere gli umori degli elettori, verificare la reazione a determinati argomenti ed aggiustare il tono ed i messaggi della propria comunicazione.Da tutto ciò non si può far altro che concludere che se da una parte le occasioni per sfruttare la comunicazione via internet sono alla portata di tutti gli utenti della rete, dall’altra si deve sottolineare che non da tutti è l’utilizzo professionale della stessa. Da qui l’importanza di affidarsi a professionisti che grazie alle loro competenze potranno meglio indirizzare le strategie di comunicazione degli stessi programmi elettorali e di partito. Non si tratta solo di un approccio tattico, ma di una vera e propria stategia di comunicazione.

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