martedì 14 settembre 2010

Facebook: tutela della privacy o dell'irresponsabilità?



“Don't expose yourself on line” è il refrain intonato a più voci quando si parla di Facebook e tutela della privacy on line.
Genitori che si propongono ai figli come amici virtuali per spiarli, bande di ladri che monitorano i movimenti delle loro prossime vittime, controlli a tappeto sui candidati prima del colloquio di lavoro.
Esempi come questi si sprecano e le persone in rete, sempre più preoccupate per la propria esposizione mediatica, continuano a lanciare domande e a chiedere rassicurazioni sul funzionamento delle impostazioni della privacy su Facebook.



La gente ha paura ma allo stesso tempo si espone: pubblicando contenuti sconvenienti, accettando l’amicizia di sconosciuti (gli amici degli amici possono considerasi tali) mostrando il proprio gradimento per qualiasi genere di notizia.
Mark Zuckerberg e i suoi soci, sono spesso oggetto di accuse, nonostante producano ciclicamente nuove procedure per tutelare la sicurezza personale (dalla customizzazione delle impostazioni alla recente possibilità di controllare le periferiche collegate al proprio account per bloccare lo spamming).
L’impressione è che in tantissimi casi, dietro l’allarme privacy, si nasconda una più diffusa, e preoccupante, mancanza di competenze nella gestione delle informazioni personali. E non riguarda solo i minori.
Il problema non è l’esposizione, ma la selezione consapevole dei dati esposti: qual messaggio sto comunicando attraverso questo contenuto? Chi può vederlo?
La gestione dei dati personali è connessa strettamente alla conoscenza del canale: informiamoci sulle nuove funzionalità prima di utilizzarle.
Tornando alll’esempio del colloquio di lavoro, non esposrsi affatto potrebbe essere controproducente quanto farlo pubblicando i contenuti sbagliati. Attraverso le informazioni che rendiamo pubbliche, possiamo comunicare le nostre attitudini, competenze e abilità prima che noi stessi le raccontiamo a chi potrebbe assumerci. Il nostro avatar sarà così un buon alleato che ci spiana la strada, anziché una presenza inopportuna che ci lascia in mutande!

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