mercoledì 24 novembre 2010

I minori sul web: tutela di soggetti in crescita

Secondo l’ Annuario statistico italiano 2010, il rapporto tra gli italiani e i social networks si sta rafforzando esponenzialmente, nonostante la presenza sul territorio nazionale di infrastrutture non certo all’avanguardia e nonostante le divarità che sussiste tra le varie regioni. Dividendo l’Italia nelle macro aree del Nord e del Sud, è comunque evidente che, a livello olistico, il Meridione si sta uniformando al Settentrione: sono il 47% circa gli internauti del Sud contro i 55% del Nord.
Più nel dettaglio, stando ai dati forniti dall’ISTAT, diffatti, emerge una situazione chiara e un segno inequivocabile della trasformazione della nostra società: innanzitutto, sono aumentati gli italiani che utilizzano un computer (51%, rispetto al 47,5% del 2008), appartenenti a ceti diversi e anche a fasce d’età differenti; gli internauti sono addirittura il 48,9%, contro il 44,4% di due anni fa.
Due aspetti di questo report sono illuminanti: da una parte, si riscontra un incremento da parte  degli adolescenti, (di età compresa tra i 15 e i 17 anni), addirittura con un picco che raggiunge il 91,7%,. Dall’altra, quasi l’altra faccia di Giano Bifronte, troviamo gli over 65, dei quali  si è registrato  un progressivo aumento  nella percentuale, passata dal 9,9% al 13,7% in soli dodici mesi. Sopra i 75 anni, è significativo notare che solo il 2,7% fa impiego delle nuove tecnologie.



Questo significa che il popolo di Internet non si sta solamente ampliando in termini numerici, ma sta anche raggiungendo un’espansione a macchia d’olio tra fasce d’età apparentemente lontane. Complici senz’altro la popolarità di social network quali Facebook e Twitter, ma anche del ruolo dei media e del macrocosmo delle telecomunicazioni in generale, che sempre più stanno sviluppando un interno connubio proprio con le piattaforme dei social network stessi.
Sono dunque proprio gli adolescenti a “fare numero” su Internet. Non dimentichiamo, tuttavia, che la grande maggioranza di questi adolescenti ha un’età al di sotto dei diciott’anni; la loro presenza all’interno del mondo del Web, frastagliato e spesso insidioso, è da monitorare costantemente e scrupolosamente. Questo giovane popolo di Internet si connette non più dal pc di casa, dove c’è la possibilità di una saltuaria presenza di un genitore, ma anche da telefoni cellulari e ora da Smartphone, e lo fa in qualunque momento della giornata, ed ovunque.
E, con questo, sono purtroppo sempre in crescita i fenomeni in cui i teenagers diventano vittima del web, e non solo in relazione alla loro massiccia frequentazione di social network nei quali gli stessi dichiarano la maggiore età incappando nei rischi e negli abusi che questo può portare, ma anche relativamente a contenuti esplicitamente pericolosi o persino lesivi che possono rintracciare sul web.
Un adolescente, ad esempio, che si iscrive ad una community dichiarando una falsa maggiore età, è naturalmente soggetto a insidie di cui i telegiornali ci tengono quotidianamente aggiornati; tuttavia, i social network dove non c’è un monitoraggio severo di questo sono i più numerosi, e pertanto i fenomeni di violenza virtuale (la quale, purtroppo, si tramuta in violenza fisica se agli incontri sul web seguono quelli nella vita reale) sono ormai da anni sotto i riflettori dell’attenzione pubblica. Ecco perché, negli ultimi anni a questa parte, nel tentativo di monitorare ed arginare gli aspetti negativi di questa situazione, si è verificato, in primis da parte dei social network, un tentativo di apportare sempre maggiore sicurezza attraverso normative sulla privacy che vanno esattamente nella direzione della di un miglioramento del servizio di tutela dell’individuo, e, con essa, anche della sua reputazione on line. Limitare i rischi può portare ad un conseguente (e fortemente voluto) miglioramento dell’intero sistema dei social network e del Web in generale, passo imprescindibile per una società moderna.




Articoli correlati per categorie



Nessun commento:

Posta un commento