venerdì 26 novembre 2010

Myspace e il Mash up con Facebook

Quello che i milioni di utenti iscritti a myspace  senza troppe riserve  si aspettavano infine è successo. Dopo aver visto cambiare l’inter-faccia del primo, autentico social network in un brevissimo arco di tempo ed in maniera così radicale  è arrivata la notizia della tanto sospettata fusione con Facebook.


In effetti la creatura di Tom Anderson, ideata e lanciata nel 2002 insieme al suo socio Chris De Wolfe, dopo aver perso via via sempre più colpi, ha dovuto fronteggiare la resa dei conti con il rivale Facebook, che, nato nel 2004, non ci ha messo molto non solo a raggiungerlo, ma anche a superarlo in termini di utenti iscritti (circa 16 milioni solo in Italia).

E, dopo aver assistito ad una sempre più massiccia migrazione di utenti ( e anche di communities) su Facebook, Tom Anderson ha dovuto cedere: la fusione, che risale a poche settimane fa, segna una indelebile vittoria da parte di Mark Zuckenberg, padre di Fb; si è pertanto arrivati ad un accordo, apparentemente soddisfacente per entrambe le parti: le due società, infatti, si sono formalmente impegnate a condividere i reciproci dati utente attraverso un programma noto come "Mashup with Facebook".





Si assisterà quindi ad una trasposizione di dati e contenuti da una interfaccia all’altra, e ad una conseguente condivisione degli stessi. Si pongono le prime ipotesi circa il fatto che MySpace possa arricchirsi dell’ormai famosissimo pulsante "Mi Piace". Questo condurrà ad una implementazione e successiva condivisione dei contenuti, sia grafici che audio e visivi ad opera dei milioni di artisti (musicisti, comedians, film makers e fotografi) già iscritti a Myspace con gli utenti iscritti all’altro social network.

Non è da escludere che, in questo progressivo processo, Myspace stesso possa trarne profitto e rivitalizzarsi. Gli utenti del social network di Tom Anderson (circa 100 milioni) verrebbero in contatto con il più ingente popolo di Facebook, di cinque volte più ampio, e la condivisione di contenuti del primo potrebbe essere non solo più olistica, ma anche più efficace ed immediata. Questo si profilerebbe in effetti come l’ultima chance che ha Myspace per sopravvivere.


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