mercoledì 15 dicembre 2010

Digital Death

Sacrificare la propria vita digitale per salvare vite reali.
Lo scopo era raccogliere un milione di dollari per la lotta contro l'Aids.
L'idea è stata promossa dalla fondazione Keep a child, che ha chiamato a raccolta celebrità del calibro di Lady Gaga, Alicia Keys, Justin Timberlake, David La Chapelle e tanti altri mucisti e personaggi famosi.

Dal 1 dicembre sono tutti virtualmente morti, "niente più twitter e facebook per loro" ma i loro fan possono salvare la loro identità digitale comprandola sul sito Buylife.org e al raggiungimento di un milione di dollari, torneranno a vivere sul web.
Il 6 dicembre l'obiettivo è stato raggiunto.




Alcuni hanno supposto che siano state le stesse celebrità a pagare per la resurrezione digitale, visto che nei primi 5 giorni la campagna non aveva raggiunto i 300.000 dollari e il sesto giorno "miracolosamente" è arrivata all'obiettivo di un milione.





In questo post Rohit Bhargava analizzava le ragioni dell'apparente insuccesso:
- La premessa egoistica: i fan sono così affezionati ai loro idoli che sono disposti a pagare dei soldi per riaverli indietro?
- Si chiedevano troppi soldi (una sottoscrizione di minimo 10 dollari)
- Connessione poco chiara con la causa: le celebrità non si sono spese in un impegno concreto (es. realizzare un album insieme) ma hanno puntato a stimolare l'azione di altri
- Sfida le consuetudini culturali: molti avvertono l'esposizione sui social media e i messaggi che da questi arrivano come un continuo tam tam mediatico, e non si capisce perchè dovrebbero pagare per alimentare quel rumore

A parte l'esito finale della campagna, questo elenco testimonia il fatto che la comunicazione digitale sta sovvertendo i propri schemi, anche se questo vuol dire assumersi qualche rischio in più. Ma questa è anche la ragione per cui è stato fatto in un contesto di beneficienza. Credo che si sapesse già dall'inizio che l'obiettivo sarebbe stato, in qualche modo, raggiunto. Ciò che è interessante è l'esperimento, l'idea di stimolare direttamente gli utenti ad un'azione irriverente ma in un contesto del tutto familiare, come è appunto la vita digitale, che ormai appartiene a tutti.

Articoli correlati per categorie



Nessun commento:

Posta un commento