lunedì 20 dicembre 2010

Foto fantasma rovinano la reputazione di un giovane politico gay

Un altro caso di lesa reputazione on line. I quotidiani britannici riportano a caratteri cubitali la notizia della sospensione dell’incarico di Reace Mcdonell, diciannovenne politico inglese, da sempre apertamente gay, accusato di  aver postato alcune sue foto all’interno di un sito per adulti.

A provvedere alla sospensione dell’incarico è stata la Youth Parliament, organizzazione di terra d’Albione composta da membri eletti di età compresa tra gli 11 e i 18 anni, la quale aveva “scovato” la pubblicazione della notizia comparsa sul The Plymouth Herald; azione questa, portata avanti con intransigenza al fine di salvaguardare l’immagine stessa dei ragazzi che lavorano nel gruppo.

La notizia riportata dal quotidiano inglese comprendeva, oltre alle suddette foto, etichettate come osè e comparse, tra l’altro, su siti vietati, anche una lettera di lamentela compilata dalla madre, rimasta anonima, di un ragazzo gay: la donna temeva che la figura e le inclinazioni sessuali del giovanissimo politico potessero costituire un esempio estremamente negativo.





Da parte sua, Reace Mcdonell ha dichiarato di non aver mai avuto né il modo né l’occasione di vedere queste foto proibite per le quali era calata l’accusa, ma che, al contrario, riteneva che questa “mossa” costituisse invece  una sorta di strategia ai fini del danneggiamento non solo della sua immagine, ma anche della sua reputazione.

Inoltre, il partito al fianco del quale il giovane politico si era schierato non gli offrì nessun tipo di tutela e di salvaguardia dell’immagine, allineandosi invece con il Youth Parliament e segeundo al linea di ostracismo nei suoi confronti, temendo che la notizia potesse far gettare un’ombra da bad reputation sul partito politico stesso.

A quanto riportato dalla stampa, l’organizzazione si sarebbe curata infatti solo della cattiva pubblicità che questa storia avrebbe potuto recarle; nella contingenza del trovare una soluzione in tempi brevi, si era quindi potato unimanimante per  l’espulsione del giovane politico gay, diventato in poco tempo un novello Georgie Porgie,  cattivo esempio per i bambini.

Ma per Reace Mcdonnell le conseguenze non sono finite qui; difatti la cattiva pubblicità alla sua reputazione
pare gli abbia anche fatto perdere qualche punto a favore per l’ammissione all’università.
Tuttavia c’è qualcosa di sbalorditivo in tutto questo; difatti le immagini non sono mai state visionate da nessuno: risulta pertanto difficile comprendre ed accettare la veridicità  o meno dell’intera vicenda.

Stando alle dichiarazioni rilasciate dal giovane politico le immagini sarebbero state caricate su un 
network a sfondo gay in concomitanza con la denuncia fatta al giornale e ritirate invece subito dopo la pubblicazione dell’articolo.

La vicenda di McDonnell rappresenta, più che un pericolo per i più piccoli, una duplice dimostrazione: da una parte, di omofobia, dall’altra, di come una notizia basate più false accuse e su contenuti lesivi alla persona possano recare danni e compromettere gravemente sul web la reputazione on line del soggetto in questione.



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