giovedì 9 dicembre 2010

La pubblicità negativa di DecorMyEyes.com finisce dietro le sbarre

E’ di un paio di giorni fa la notizia dell’arresto a Brooklyn di Vitaly Borker, trentaquattrenne fondatore del sito web per l’ecommerce DecorMyEyes.com, di cui abbiamo parlato nel post del 29 Novembre DecorMyEyes.com: l'importante è che se ne parli...su Google!”.

Il proprietario di uno dei siti più cliccati e visitati è stato tratto in arresto in seguito ad accuse di violenza verbale e minacce nei confronti dei clienti. Questo era solo una parte della strategia di Borker, strategia che per lungo tempo si è rivelata vincente: il proprietario di Decormyeyes.com, difatti, si guadagnava una sempre maggior fama sfruttando lo scontento e le lamentele dei clienti. In che modo, è semplice immaginarlo.

Gli utenti, dopo aver acquistato lussuosi occhiali di marche celebri attraverso il sito (e a cifre per nulla vantaggiose), si vedevano recapitare a casa il prodotto desiderato contraffatto, taroccato. Alle mail di lamentela da parte dei clienti si contrapponeva la politica attuata da Borker e dai suoi collaboratori, i quali controbattevano prima con insulti, poi con vere e proprie minacce, dichiarando di non voler emettere rimborsi. Avevamo citato il caso di Miss Rodriguez, ma lo stesso trattamento era stato riservato ad altre centinaia di consumatori: le loro parole di rabbia e amarezza, riversate su blog, forum e social network avevano contribuito a far balzare DecorMyEyes.com nella golden top dei siti più visualizzati (e quindi più visibili) su Google, in quanto il link al sito “maledetto” era costantemente riportato. Ed era esattamente questo ciò a cui aspirava Vitaly Borker, il quale ora rischia una condanna a diversi anni di carcere.


Difatti, il motore di ricerca tiene in considerazione il numero di link verso ogni sito web per valutare la reputazione dello stesso e quindi posizionarlo in un livello più alto o più basso di  evidenza.

L’articolo apparso sul New York Times del 26 Novembre  che riportava la terribile vicenda occorsa alla cittadina newyorkese Clarabelle Rodriguez aveva allarmato non solo la polizia federale, che si era immediatamente messa sulle tracce di Borker, ma anche i gestori stessi di Google, che si erano adoperati (tramite variazione di alcuni algoritmi) a fare in modo che DecorMyEyes “scivolasse” di posizioni.

Vitaly Borker è ora ccusato di frode postale, frode telematica, cyberstalking e minacce, con un ammontare di pena di più di trent’anni.

La visibilità su Google che tanto agognava gli è costata senz’altro cara, e la sua strategia del “che se ne parli bene o che se ne parli male purchè se ne parli” portata agli estremi sul mondo web gli si è infine rivoltata contro, in una legge del contrappasso che ora renderà soddisfatti le miglialia di clienti che prima parevano essere senza voce. La loro voce sul web, invece, è servita.

 



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