martedì 14 dicembre 2010

Ora l'identità digitale guida gli investimenti sul web

É recente la notizia, poveniente dagli Stati Uniti,  del lancio di una nuova strategia di investimento : il Mirrored Investing, che non si può esitare a definire emblemticamente figlia dell’era dei social networks. Cos’è, esattamente, il Mirrored Investing? Si tratta di una forma di investimento creata da  Joseph Fox, CEO del la Ditto Trade, società fondata un mese fa appositamente per il lancio di questa nuova operazione, la quale si concretizza attraverso l’investimento del proprio capitale facendo leva su quanto ognuno rivela di sé attraverso le piattaforme dei social networks.

Joseph Fox ha infatti spiegato come la condivisione dei propri dati on line possa effettivamnete mettere in contatto non solo persone, ma anche investitori, rivelando affinità e strategie di investimento del proprio portfolio che possono essere vincenti e, quindi, da esempio per gli altri.

La strategia offerta dalla Ditto Trade, prima vietata all’interno delle leggi di mercato, è ora riconosciuta e sta aprendo diversi account: persino il colosso della TD Amitrade si sta uniformando a questa linea, offrendo ai propri investitori i cosiddetti mirrored investings, sotto il nome di Autotrade.




Il mirrored investing è considerato ora in America una sorta di auto tutela del proprio patrimonio: la gestione di esso non è più soltanto affidata a personale estraneo all’investitore, ma demandata al soggetto protagonista stesso, il quale, ovviamente, ripone maggior fiducia in sé  e nelle proprie doti gestionali. Ma non solo. Tramite il mirrored trading, infatti, l’investitore ha anche la possibilità di affidare la gestione del proprio patrimonio ad una persona cara (un parente, un amico); in tal modo, la gestione dei due corre su binari paralleli, sia in caso di buona condotta sia, nel peggiore dei casi, di fallimento.

Ma c’è, ovviamente, un’altra faccia della medaglia, ed è quella legata a possibili frodi fiscali e frodi  di privacy: il profilo degli investitori non esclude  infatti che essi stessi creino un doppio account su cui far transitare denaro falso o proveniente da traffici illeciti, o, al contrario, che la loro identità digitale venga rubata da qualcuno a loro estraneo. Ed è proprio la tutela della privacy di ogni investitore che attraverso il mirrored investing viene messa a dura prova, ed, è ovviamente, più sensibile. Legata indissolubilmente ad essa  c’è poi la reputazione on line, che questa nuova strategia di investimento rende maggiormente vulnerabile ad attacchi e a pressioni.

I dubbi sulla pertinenza e sull’efficacia del mirrored investing sono tutt’ora oggetto di accese discussioni tra gli esperti: si tratterà di un esperimento di breve durata oppure costituirà la nuova frontiera degli investimenti  sfruttando la propria identità digitale e la presenza sempre più massiccia dei dati presenti sul social networks?


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