giovedì 2 dicembre 2010

Social Web e le aziende: verso un’inevitabile evoluzione

Sulle piattaforme dei maggiori social network, ed in primis Facebook, le marche sono sempre più rappresentative. I brand risultano infatti estremamente attivi, e lo sono tramite svariate tipologie di approcci e, conseguentemente, di risultati. 
Si hanno quindi due poli: da una parte, gli utenti, i quali cercano costantemente di dialogare, attraverso i social network, con i rappresentanti dei brand preferiti; dall’altra le aziende, in particolare quella cerchia che ha compreso quanta importanza abbia la conversazione con i consumatori/utenti, molta più, certo, della mera trasmissione di messaggi pubblicitari.
Sappiamo bene come questi canali presentano caratteristiche differenti e assolutamente non omogeneo è il loro risultato; ad esempio, mentre la tradizionale mailing list permetteva all’azienda di raggiungere soltanto chi vi fosse iscritto, Facebook, Myspace e Twitter possiedono al contrario un potere olistico ragguardevole, che genera, inoltre, continui e sinergici scambi di contenuti, di dati e di considerazioni.



Compito dei marchi è, per l’appunto, conoscere per comprendere il potenziale di questi nuovi media tools: il loro adeguato utilizzo conduce ad un’azione di filtraggio delle discussioni tra gli utenti essenziale per conoscere i trend di mercato, i gusti della clientela e per consolidare il proprio prodotto tramite la sua affermazione sui competitors.
Se, difatti, il social viene modellato in base alle esigenze e al target, conseguentemente i brand dovranno essere in grado di adeguarvisi in vista di una comunicazione mirata con i propri utenti, attuali o potenziali clienti: i tools a disposizione sono, per citarne alcuni, la content curation, Flipboard o le Friendship Pages, che si inscrivono nell’ambito del filtro diretto di quanto viene detto o raccontato nel web (come il Nuovo centro messaggi di Facebook).
Per concludere, sono ormai molti i segnali di evoluzione verso soluzioni capaci di filtrare il cosidetto “rumore” presente sul social web. A maggior ragione, sarà imprescindibile per le marche saper costruire una conversazione con i propri utenti non solo adeguata, ma soprattutto rilevante, atta ad oltrepassare i filtri, in quanto selezionata con cura dall’ipotetico consumatore.
È lecito interrogarsi, dunque, sul modo in cui i canali subiranno un cambiamento al fine di fornire agli utenti sempre un sempre maggior numero di informazioni “desiderabili”: nuovi tool o semplicemente un’evoluzione di quelli già esistenti?


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