giovedì 22 dicembre 2011

Il Natale dei Foodblogger: la top ten delle ricette più amate su Facebook

Il crowdsourcing culinario è un fenoneno in piena espansione. I canali social dei foodblogger e le loro ricette fanno interagire ogni giorno migliaia di persone. E Natale è sicuramente il periodo migliore per sbizzarrirsi in cucina.
Guardate la top ten dei piatti più amati su Facebook e YouTube. Trionfano le video ricette. Trovate l'articolo completo qui. Buone feste e.... buon appetito!


venerdì 16 dicembre 2011

Il diario di Facebook e il film della nostra identità in Rete

E' ufficiale. Il 22 dicembre il nostro profilo su Facebook prenderà la forma di un diario, una carrelata di immagini, video e storie che scandiscono la timiline della nostra vita. Potremo selezionare le storie che vogliamo mostrare e scegliere quali tenere solo per noi, potremo quindi scrivere una sorta di sceneggiatura della nostra vita per raccontare agli altri quello che per noi è più importante e significativo.
Chissà se questa nuova forma di racconto personale aumenterà quel meccanismo voyeuristico che è da sempre l'ingrediente principale della dipendenza nei confronti di questo social network e che porta il 48% delle persone a loggarsi appena svegli, come mostra bene questa infografica?


giovedì 1 dicembre 2011

Facebook: condivido, ergo sum?

Essere sui social media, significa voler condividere tutto con tutti? Facebook sembra dare per scontato che sia così, e sta pensando di attivare un sistema automatico che condivida al posto nostro quello che ci piace. La nuova idea di Zuckerberg si chiama "frictionless sharing" ("condivisione senza attrito"): tutto quello che leggiamo, la musica che ascoltiamo, i video che guardiamo sarà condiviso con i nostri amici, senza bisogno di clicckare sul pulsantino "condividi". Senza il bisogno di scegliere di condividere.
L'obiettivo naturalmente è quello di rendere sempre più pervasiva la tracciabilità del comportamento degli utenti per poi sfruttare questi dati a fini commerciali.

In questo lungo e interessante articolo pubblicato ieri sul nuovo magazine Lettura del Corriere.it, Evgeny Morozov si chiede se si stia profilando il rischio di indebolire la capacità critica delle persone, di annullare l'espressione di un giudizio consapevole e la possibilità di assegnare un valore diverso a quello che ci piace. In definitiva si chiede che fine farà la nostra identità e di conseguenza anche la nostra reputazione, perchè in un un mondo in cui tutti mettono in comune tutto allo stesso modo, non ci si aspetterà più un giudizio personale su un determinato contenuto.

D'altro canto proprio in questi giorni, secondo la Stampa britannica, la Commisione Europea sta lavorando ad un aggiornamento delle normative sulla privacy per impedire ai social network di vendere ai privati i dati di navigazione degli utenti a fini pubblicitari. Per il momento sembra quindi che a livello normativo si stia cercando di limitare la tracciabilità degli utenti, e questo lascia supporre che l'idea del "frictionless sharing" non avrà la strada spianata.

La preoccupazione sociologica di Morozov è tuttavia legittima, e forse già attualizzata più di quanto egli stesso delinei nel suo articolo. Gli strumenti per condividere sono diventati così onnipresenti che ormai condividere è diventato un gesto automatico. Detto questo però è anche importante non guardare tutto esclusivamente dalla lente dei Social Network.

(R)esistono ancora molti contesti in cui la condivisione non è un indicatore primario, almeno non nelle relazioni tra le persone. Ma il valore più importante è il confronto attorno ad un argomento, un'idea, un'esperienza, ma anche un prodotto o una marca. Nel web esistono tanti eco-sistemi che vivono indipendentemente dal tasto "mi piace" (pensiamo a tutti i forum frequentati ogni giorno da migliaia di persone che attivamente scelgono di discutere su un argomento che li appassiona) e all'interno dello stesso Facebook esistono infinite realtà in cui la produzione di contenuti e il confronto di opinioni sono l'elemento centrale, e condividere significa stimolare un'azione, fare qualcosa all'esterno di quel contesto. Pensiamo a tutte le iniziative sociali e le mobilitazioni nate in Rete, che hanno avuto un seguito nel mondo.

Possiamo quindi dire che il Web sia abbastanza grande e variegato per garantirci il diritto di essere, prima ancora di condividere?

martedì 29 novembre 2011

Il caso #palazzochigi e l'identità digitale delle istituzioni

Lo spunto è quello dibattuto qualche giorno fa sul microblog sempre più seguito ormai anche in Italia: da un po’ di tempo (c’è chi dice due anni) qualcuno twittava da un account @palazzochigi.
Complice la decisa “differenza di personalità” dei due Presidenti del Consiglio, quando la foto del profilo è cambiata e i messaggi hanno nettamente virato di tono, il nuovo interlocutore denominato PalazzoChigi è sembrato vero a molti – soprattutto a coloro che non lo seguivano prima, e a tutti i “newbie” di Twitter, ogni giorno di più - confondendo così le idee del popolo del microblog. Per riassumere velocemente la vicenda ai pochi che non la sanno, a quel punto molti navigatori hanno mandato al deputato più famoso di Twitter, il PD Andrea Sarubbi, la richiesta di fare chiarezza, far controllare ed eventualmente far chiudere l’account dalla Polizia Postale, e così il deputato, noto per i suoi racconti delle sedute della Camera in 140 caratteri, #opencamera, si è dato da fare, e ha provveduto - ritenendo di far bene, data la situazione.

Giustamente il giornalista Jacopo Giliberto ha poi posto, a valle di questa storia, la domanda sulle regole, stigmatizzando la presenza in Rete di due tipi di “scuole di pensiero”: egli dice infatti chi frequenta la rete si divide fra liberisti totali (nessuna regola) e liberisti moderati (regole blandissime). Chi non frequenta la rete, o chi la teme perché non riesce a controllarla, invece vuole regole vincolanti.

martedì 22 novembre 2011

Servizio Pubblico: il Web ha detto Sì!

Stamattina Affaritaliani.it ha pubblicato la nostra ricerca sulla Social Reputation di Servizio Pubblico, il nuovo programma di Michele Santoro. Abbiamo analizzato le opinioni espresse spontaneamente dai telespettatori nei canali informali, dunque forum, blog e Social Network. Il 62% dei commenti ha avuto valore positivo.




BOOM SU FACEBOOK.Il boom dell’interazione online su Servizio Pubblico è su Facebook, il canale che la trasmissione stessa ha scelto per interpellare gli utenti in diretta attraverso il lancio di sondaggi. Tra la pagina ufficiale e quelle non ufficiali, tutte a sostegno del programma, si contano: 230.792 Fan, 1643 Post, 40.476 Commenti e 205.898 like.

lunedì 14 novembre 2011

Il Web compie 20 anni e il suo papà pensa alla privacy


Sono passati 20 anni dal primo click su un sito web. Era http://info.cern.ch , si collegava con un server negli Stati Uniti, e fu progettato dall'ingegnere inglese Tim Berners-Lee con l'aiuto del ricercatore belga Robert Cailliau.
Il Web è un giovane poco più che adolescente, che è riuscito a cambiarci la vita.
Oggi, Berners Lee, da buon padre di famiglia, si preoccupa dell'aspetto forse più delicato legato al suo impressionante sviluppo: la privacy dei suoi utenti. L'identità digitale delle persone, monitorata a fini commerciali, deve essere salvaguardata da qualsiasi violazione della privacy . Questo l'appello lanciato ieri nel corso di un audizione alla camera dei Lord.
Già l'anno scorso, di questi tempi, Berners Lee si era espresso in modo critico sulla chiusura dei social network e il fatto che, a dispetto della celebrazione di una totale condivisione tra le persone, essi abbiano prodotto negli anni isole separate di dati personali ("i silos di dati") archiviati nelle varie piattaforme intorno ad ogni singolo utente.
Il padre di Internet con queste sue riflessioni sembra suggerci l'idea che la tutela della privacy online abbia a che fare con una gestione piena, consapevole e diretta delle informazioni da parte delle persone, piuttosto che con la delega delle scelte ad un sistema chiuso uguale per tutti, e sconosciuto a molti.
Quante volte in un anno sono cambiate le regole di Facebook? E, soprattutto, chi gli sta dietro?

venerdì 4 novembre 2011

Valentino Rossi: un mito anche sul Web

Un mito anche sul Web. La rubrica "Identità Digitale" di Reputation Manager su Espansione questo mese è dedicata al campione di Tavullia.


Come in pista pista anche sul web il campione di Tavullia incassa un record di consensi, nonostante un campionato finito così. Tra sacro e profano, da “Dottore” a “Mito”, da “Leggenda” a “Dio”. Un successo al limite del culto della persona se non addirittura della divinizzazione. Con un unico vero scivolone: l’evasione fiscale.
Sono state analizzate quasi 132 mila pagine online, su oltre 2.000 domini diversi.
Il risultato è lusinghiero già a prima vista: oltre il 42% delle conversazioni su Valentino Rossi è positivo. Forum e blog sono i canali più attivi, coprono il 60% del totale dei contenuti su Valentino.

mercoledì 2 novembre 2011

Lavoro e Social Network: quanto si piacciono?

Una domanada da porgere a chi cerca lavoro e a chi lo offre. Quando spazio occupa oggi l'uso dei Social Network nei processi di recruiting?
Adecco e Reputation Manager continuano l'indagine su web e mercato del lavoro.

Partecipa al sondaggio:

Grazie!

venerdì 14 ottobre 2011

Social Reputation Analytics: il workshop di Reputation Manager a Iab Forum 2011

Per costruire una strategia sui Social Network è necessario guardare fuori dal Social.
Le aziende non si rendono ancora conto che la maggior parte delle conversazioni riguardanti il loro brand su Facebook avvengono fuori dalle proprie Fan Page, e fuori da Facebook.

"Questi commenti rappresentano infatti solo lo 0,7 % del totale dei contenuti riferibili al brand in rete" ha spiegato Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager, durante il workshop "Dal mero conteggio dei fan alla Social Reputation Analytics" insieme a Federico Capeci, CEO di Duepuntozero Research, ieri 13 ottobre a Iab Forum 2011.

I due relatori hanno spiegato come solo un'analisi che metta al centro il comportamento, l'interazione e la qualità delle conversazioni intrattenute tra gli utenti sul brand in tutti i contesti social possa essere concretamente spendibile dall'azienda per pianificare una strategia di engagement, ovvero per far entrare nella propria comunità i soggetti in grado di veicolare in rete il suo messaggio nel modo più efficace.

Ecco tutte le slide dell'intervento:

Iab Forum 2011: le vostre domande sulla reputazione online


Anche quest'anno ce l'abbiamo fatta. Reduci da Iab Forum 2011, del 13 e 14 ottobre a Milano, proviamo a fare qualche riflessione sul pubblico di quest'anno ed in particolare sulle cose che ci avete chiesto, su quello che vi interessa di più sapere dell'analisi della reputazione online.

Ecco la top ten:

1) Come funziona?

Avete superato la fase del "che cos'è". Siete arrivati più preparati, probabilmente perchè il tema ha raggiunto un livello di esposizione mediatica molto alto, possiamo infatti dire (citando il nostro workshop di cui parleremo nel prossimo post) che siamo in piena "reputation fever".

venerdì 7 ottobre 2011

Sergio Marchionne: la Rete ti vede così

Ieri abbiamo presentato al Circolo della Stampa di Milano, la nuova rubrica "Identità Digitale" curata da Reputation Manager per il mensile di economia Espansione.


Ogni mese analizzeremo l'immagine sul Web di un grande personaggio dell'attualità internazionale.
Il primo numero in edicola oggi, 7 ottobre, è dedicato all'A.D. di Fiat Sergio Marchionne.
Il popolo di Facebook si preoccupa del suo look casual e lo esorta ad abbandonare il maglioncino per una classica giacca e cravatta, le donne lo amano poco e la sua intesa con l'America fa a pugni con gli interessi dell'Italia nell'opinione degli internauti. Solo pochissimi tratti di un'identità molto complessa e discussa che potete approfondire nella presentazione qui sotto. Che ne pensate???

lunedì 26 settembre 2011

Tutela del marchio e reputazione: nuova sentenza della Cassazione

La Cassazione in una recente sentenza ha stabilito una relazione diretta tra l'uso improprio del marchio e il danno alla reputazione, in particolare alla possibilità per il titolare del marchio di mantenere e promuovere la propria reputazione presso i consumatori. La decisione, senza precendenti, è nata da un caso sul web.

La sentenza è infatti arrivata in occasione della vicenda che ha coinvolto la società statunitense Interflora Inc. e la sua concorrente Marks & Spencer, colpevole di aver utilizzato tra le keyword sponsorizzate per i suoi annunci Adword's termini relativi a Interflora, sfruttando quindi la notorietà e la reputazione del concorrente.
Partendo dalla considerazione per cui il marchio non rappresenta solo un mezzo per sponsorizzare i propri prodotti, ma il fulcro di strategie di commerciali per acquisire una reputazione presso i propri clienti, la Cassazione ha osservato che si viola la funzione di investimento quando "l' uso (del marchio) intralcia in maniera sostanziale l'utilizzo, da parte del titolare, del proprio marchio per acquisire o mantenere una reputazione idonea ad attirare i consumatori. In una situazione in cui il marchio gode già di una reputazione, la funzione di investimento è violata quando questo utilizzo compromette la reputazione e ne mette in pericolo la conservazione."

La decisione è un ulteriore passo sulla difficile strada che persegue la protezione dei brand nel contesto digitale, in continua evoluzione.

mercoledì 14 settembre 2011

Anonimato e Identità digitale: il parere degli esperti a confronto dopo le esternazioni di Facebook e Google Plus

Il blogger satirico – esperto e dissacratore del Web 2.0; la giurista; l’ingegnere reputazionale.

La recente presa di posizione sulla questione “anonimato e identità digitale” dei due “grandi dei Social Network”, Facebook e Google Plus, apparentemente convergente all’inizio, pare in realtà delineare due diverse strategie. Facebook si è esposto sulla questione etica, facendo considerazioni esplicitamente negative sul comportamento “medio” degli utenti anonimi, e forse proprio per questo è rimasto al “de iure” e non ha esplicitato chiaramente come intende muoversi.
Google Plus al contrario è passato alle vie di fatto, cancellando gli utenti anonimi. Si è affrancato dalla questione etica, facendone anzitutto una questione di target e di livello di servizio. (…forse può permetterselo perché è agli inizi? Invece, quanto costerebbe a Facebook rimuovere tutti gli utenti anonimi esistenti? Quanta percentuale di Facebook copre l’utenza anonima)?
E’ doveroso riconoscere, per onestà intellettuale, che il Web 2.0 si è costruito sull’anonimato o piuttosto, per meglio dire, sul concetto di “identità virtuale” (coperta da nickname).

lunedì 12 settembre 2011

Il segreto di Twitter: le persone come motori di ricerca?

Nell'ultimo anno abbiamo assistito a decine di sfide tra il colosso del social e il colosso del search, in cui ciascuno cerca di entrare nel campo dell'altro e di sottrargli terreno rifacendo quello che l'altro ha inventato e chiamandolo con un nome diverso. Facebook nel 2009 ha lanciato il suo motore di ricerca, Google quest'anno gli ha risposto con il suo social network (e il nome stesso insegue la vittoria nel principio di accumulazione: plus, sempre di più).
Ma se dovessimo definire in due parole cos'è Facebook e cos'è Google, terremmo conto di tutti questi reciproci aggiustamenti?
Il modo in cui le persone usano le cose non è sempre prevedibile e previsto da chi le costruisce, ma sicuramente rispetta il principio di semplicità.
Torniamo all'origine: le persone usano Facebook per contattare e condividere e usano Google per conoscere.
All'incrocio di queste due esigenze si è inserito un modello più semplice ma più completo: un sistema per contattare, condividere e conoscere.
Su Twitter i nostri contatti sono il nostro motore di ricerca. E la conoscenza è il motore dei nostri contatti. Ciò che mi induce a contattare qualcuno su Twitter, non è la curiosità per la sua storia personale, nè l'amicizia, l'affetto, la nostalgia. E principalmente il desiderio di conoscere di più, condividendo informazione.
Allora mi chiedo: è forse perchè implica la razionalità delle persone, che le aziende ancora non puntano molto su Twitter?

venerdì 2 settembre 2011

Job Profile: i giovani si distinguono sul Web


Dal 2010 abbiamo attivato un osservatorio sull'utilizzo del web da parte dei giovani in relazione alla sfera lavorativa, per capire come la Rete ne influenzi il comportamento nelle diverse fasi. Ne emerge un quadro abbastanza articolato, che mostra come, al di là della ricerca in fase di recruiting, il rapporto tra i giovani lavoratori e Internet implichi una relazione più profonda che continua anche dopo aver trovato un impiego.
Questo mese la testata Espansione ha dato spazio nella sua cover story "Trovare lavoro ai tempi del precariato" ai racconti di giovani candidati, alle inziative delle agenzie interinali e al rapporto con Internet, pubblicando i risultati della nostra ricerca:

mercoledì 27 luglio 2011

La reputazione finanziaria dell'Italia a picco sul web

Abbiamo analizzato per due settimane le opinioni on line e le analisi degli esperti frequentatori dei forum di finanza sulla situazione dei mercati italiani rispetto ai Paesi Europei più coinvolti dall'attuale crisi. Ne emerso un quadro abbastanza pessimistico che potete approfondire qui.
Come vaticinato anni fa dal primo vero guru del Web: "C'è grossa crisi!"

martedì 26 luglio 2011

Social Media al lavoro, ma anche prima

E' noto come ormai sia una consuetudine da parte delle aziende testare il profilo e la reputazione dei propri candidati sul Web in fase di recruiting. Una foto, una frase, persino uno schieramento politico rivelato on line possono pregiudicare la scelta. Non si tratta di indulgere nel terrorismo psicologico, ma senz'altro i social media sono entrati a gamba tesa nel mondo del lavoro come fattore di mediazione e decisione tra aziende e candidati (ne abbiamo parlato anche qui).

giovedì 21 luglio 2011

Il Web boccia i Saldi estivi: un'infografica

Anche i saldi anno una reputazione on line. E la Rete, si sa, non fa sconti. Guardate questa infografica: 32% di opinioni negative, tante vero? Se volete scoprire perchè leggete qui

mercoledì 13 luglio 2011

Volare low cost: reputazione on line e istruzioni per l'uso

Abbiamo analizzato le opinioni degli utenti su tre dei maggiori carrier low cost: Ryanair, Easyjet e Vueling. Trovate su Affaritaliani.it l'articolo per esteso e qui le slide della ricerca. Buon viaggio!

mercoledì 6 luglio 2011

Identità digitale e diritto all'oblio


Da diversi anni si discute in rete e nei contesti istituzionali della permanenza indefinita delle informazioni su Internet e del cosiddetto diritto all’oblio, ma ancora non è stato fatto il punto sulla normativa.Nella dottrina tradizionale l’espressione diritto all’oblio significa: “divieto di proporre nel presente fatti relativi passato in relazione ai quali non sussista più nessuna esigenza di pubblicazione”.
Nel dibattito in corso tra esperti del diritto e di professionisti della Rete si delinea un'opposizione tra due fronti: quanti sostengono il diritto all'oblio come una giusta tutela della reputazione dall'influenza di fatti ormai archiviati nel passato, e chi invece contrasta questa idea ravvisando un pericolo per il diritto all'informazione degli utenti.
Il confine tra queste due posizioni però non è così netto, questo perchè la materia stessa da regolamentare è in continua evoluzione, e ogni giorno nascono in Rete nuovi modi e canali per diffondere e crearel'informazione. Inoltre il problema della memoria della rete non è archiviabile con una semplice considerazione storica, perchè anche un contenuto datato su Internet può essere attuale, più attuale di un contenuto più recente in termini di pubblicazione.

E' facile capire come la regolamentazione in materia di diritto all'oblio abbia delle implicazioni importanti sul concetto di identità digitale e di tutela della reputazione on line, la quale non può in ogni caso prescindere dal rispetto della libertà di informazione.

Hello Italia, in onda ogni mattina su Radio1, ieri ha dedicato una parte della
puntata a questo tema e ne ha parlato con Andrea Barchiesi. Per ascoltare
l'intervista clicca qui

lunedì 4 luglio 2011

Agcom e Web: la reputazione dell'Autorità Garante

Il 6 luglio sarà varata la delibera di Agcom sul copyright on line, oggetto di aspre critiche in Rete. Abbiamo analizzato per la Stampa la reputazione on line dell'Autorità Garante per capire come questo specifico tema sia correlato dagli utenti alla valutazione generale sull'operato di Agcom.

mercoledì 22 giugno 2011

La parabola dei Social Media: quanti li usano davvero?

Come ben sanno i VIP è difficile raggiungere il successo, ancora più difficile è mantenerlo.
I social media sono i vip del web, tutti li vogliono anche se non sanno bene cosa siano e come usarli.
Da un lato c'è la rincorsa di agenzie e professionisti all'ultimo update, dall'altro la massa di persone comuni che si iscrivono a Facebook perchè "ce l'hanno tutti".
Questo ha prodotto un inevitabile meccanismo di inflazione, per cui oggi sappiamo che Facebook negli Stati Uniti ha perso sei milioni di utenti attivi nonostante continui la sua espansione nel mondo puntando sull'America Latina e il Sud Est asiatico.
Exploring Social Media ha fatto il punto sul gap esistente tra gli utilizzatori attivi dei social media e quanti possiedono semplicemente un profilo sintetizzato in modo efficace in questa infografica. Il dato più interessante è la proporzionalità inversa tra la popolarità dei vari social (molto alta) e il loro utilizzo effettivo (molto basso).

mercoledì 15 giugno 2011

Premio Nazionale dell'Innovazione 2011: Reputation Manager di ActValue riceve il "Premio dei Premi" dal Presidente della Repubblica

Brand Protection, il primo servizio di protezione dei marchi in Rete è il progetto che abbiamo presentato a Confcommercio due mesi fa e grazie al quale abbiamo vinto il primo premio nella categoria "Innovazione nei Servizi" che ci è stato consegnato dal Presidente Giorgio Napolitano

nel corso della cerimonia tentutasi ieri pomeriggio al Quirinale per la Giornata dell'Innovazione 2011.



Il Premio nazionale per l’Innovazione nei Servizi (inclusi quelli bancari) è organizzato da Confcommercio - sotto il patrocinio della Presidenza della Repubblica e del Ministro dell’Innovazione e della Pubblica Amministrazione, che l’ha fondato tre anni fa - per i comparti “Innovazione nel Commercio, nel turismo, e “nell’ICT & Service design nei servizi”. Il premio riguarda la proposta di idee, di modelli, di processi, di applicazioni tecnologiche, di modalità e luoghi di fruizione o di tecniche di progettazione innovative.


La soluzione premiata di Reputation Manager, selezionata tra le decine in gara, è stata quella di “Brand Protection”, ovvero un servizio altamente specializzato, pensato come supporto all’azione legale e volto all’identificazione di violazioni del diritto quali la vendita di materiale contraffatto e la ricettazione, la violazione della proprietà intellettuale, la violazione dei copy-right e della legge di protezione sui marchi. Il servizio avanzato Brand Protection basato sul software proprietario di Reputation Manager consente l’identificazione, la tracciabilità, e la gestione dei dati sensibili funzionale all’indagine legale. “Brand Protection” di Reputation Manager è particolarmente adatto a studi legali, forze dell’ordine e società di consulenza.

Alla presenza di Carlo Sangalli, Presidente, la giuria che ha esaminatoe premiato i progetti, composta da Giorgio Raparti, Presidente Commissione Innovazione e Servizi di Confcommercio, Enzo Rullani (Presidente Tedis Venice International University) e Roberto Bellini (Presidente Aica – associazione italiana per l’informatica e il calcolo distribuito - di Milano), ha evidenziato come sia proprio dal terziario, il settore italiano che dà lavoro al 70-80% del Paese (compresa la parte rilevante di servizi presente nelle aziende industriali), che può e deve partire, grazie all’innovazione, un effetto virtuoso che faccia aumentare la produttività in Italia.
“In particolare – ha detto il Prof. Rullani – grazie all’ICT e ai media digitali, l’informazione è pervasiva e supera tutte le distanze, permettendo anche alle aziende piccole e medie di sfruttare le economie di scala in precedenza appannaggio solo delle grandi”.
Il Prof. Bellini di Aica ha poi fatto notare come i servizi di tecnologia digitale siano già dei prodotti di per sè, replicabili e dunque rivendibili; per questo, ha detto, “Abbiamo premiato i progetti che hanno posto un’attenzione quasi maniacale alla specializzazione, ai bisogni del cliente come primo obiettivo, alla volontà di distinguersi in quanto iper-specialisti.”

La cerimonia finale di premiazione della Giornata nazionale dell’Innovazione 2011 si è svolta poi al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e del Ministro per la Pubblica Amministrazione e per l’Innovazione, Renato Brunetta, durante la quale Andrea Barchiesi, Managing Director di Reputation Manager, ha ritirato il premio insieme alle altre cinque aziende selezionate da Confcommercio e alle altre che hanno vinto nei settori dell’industria, del design, della ricerca e dell’università pubblica e della pubblica amministazione.


Complimenti a tutto il nostro team che ha lavorato a questo progetto e che ogni giorno si misura con i problemi connessi alla tutela del marchio su Internet, un terreno difficile e ancora inesplorato, ma ricco di potenzialità come dimostra questo riconoscimento.
Un grazie particolare a Simona, la nostra consulente di comunicazione e Pr che ci ha accompagnato ieri con i suoi preziosi consigli:)

venerdì 10 giugno 2011

giovedì 26 maggio 2011

Ballottaggio a Milano: tutti i numeri della rete sullo scontro Moratti vs Pisapia

A pochi giorni dal ballottaggio abbiamo analizzato la reputazione on line degli sfidanti di Milano, per capire se e come è cambiata l'opinione on line dopo il voto del 15 e 16 aprile.

martedì 24 maggio 2011

Verso il referendum: rinnovabili vs nucleare sul web

Il referendum sul nucleare è alle porte, il dibattito è aperto da tempo e negli ultimi mesi gli avvenimenti in Giappone hanno rivoluzionato in modo determinante lo scenario internazionale dello sviluppo energetico.
Ma cosa pensavano gli italiani prima dell'esplosione della centrale di Fukushima?
Abbiamo monitorato le conversazioni on line sull'Energia per sei mesi, ecco i risultati:

lunedì 16 maggio 2011

Candidati sindaco 2011: le previsioni da Facebook

Alla vigilia del voto, abbiamo analizzato la comunicazione e il riscontro mediatico dei candidati sindaco di Milano, Torino, Bologna e Napoli su Facebook. Vediamo se il voto confermerà o meno queste particolari previsioni

Amministrative 2011: la popolarità dei candidati su Facebook

mercoledì 4 maggio 2011

Diffamazione on line, la sentenza della Cassazione

Sul Quotdiano di Informazione Giurdica è stata recentemente pubblicata la sentenza della Cassazione del 26 aprile 2011 sul Giudice competente in materia di diffamazione via Internet.

Per individuare la competenza del reato di diffamazione on line secondo la Cassazione sono "inutilizzabili criteri oggettivi unici, quali, ad esempio, quelli di prima pubblicazione, di immissione della notizia nella rete, di accesso del primo visitatore” e non sarebbe
“neppure utilizzabile quello del luogo in cui è situato il server, in cui il provider alloca la notizia”.

Inoltre nella sentenza si legge che:

“Il reato di diffamazione è un reato di evento, inteso quest’ultimo come avvenimento esterno all’agente e causalmente collegato al comportamento di costui. Si tratta di evento non fisico, ma, per così dire, psicologico, consistente nella percezione da parte del terzo (rectius dei terzi) della espressione offensiva, che si consuma non al momento della diffusione del messaggio offensivo, ma al momento della percezione dello stesso da parte di soggetti che siano “terzi” rispetto all’agente ed alla persona offesa"

Per cui il reato di diffamazione diventa effettivo solo quando viene percepito da un terzo.

Ma come ci si regola quando si tratta di diffamazione via internet? Come si fa a stabilire quando una terza persona (diversa dalla vittima) è entrata in contatto con il contenuto diffamatorio e pertanto la diffamazione è in atto?
Questo naturalmente accade anche con la diffamazione su altri mezzi, ma immaginiamo l'implicazione più pesante che questo passaggio può avere su Internet dove i contenuti possono essere continuamente ripresi, generando cosi un effetto moltiplicatore potenzialmente in grado di aumentare la lesività della diffamazione stessa.

La questione è spinosa e il dibattito aperto.

martedì 3 maggio 2011

Woytila, una vita da santo? La parola al Web

Ieri abbiamo pubblicato una ricerca sulla reputazione on line degli ultimi papi del '900. Trovate l'articolo completo sul nostro sito.
Il tema è caldissimo e ci sono già state le prime rilfessioni da due opposte "fazioni" dell'informazione in tema di religione: l'articolo di Andrea Tornelli sulla Stampa.it e quello di Raffaele Carcano su UAAR.it. Siamo contenti e speriamo che il dibattito continui.

Ecco un estratto dell'analisi condotta:

giovedì 28 aprile 2011

E' arrivato YouTube Live!

Da un paio di settimane è on line la versione live di YouTube, una nuova opportunità per network televisivi ma anche per i brand di essere sempre più social.

In vetrina gossip e sport: il matrimonio reale più atteso dell'anno ci dà appuntamento a domani mentre l'Indian Premier League di Cricket sarà in diretta tra pochi minuti.

Dal lato brand il Fashion rompe il ghiaccio con due canali dedicati confermandosi il settore più aperto alle sperimentazioni su Web.


Chi farà il prossimo passo verso la social tv?



martedì 12 aprile 2011

A Google A Day: il trivia game di Google

"Il mio nome è Robert. Il giorno prima del 19mo compleanno di mio fratello nostro padre ha scritto un album su Billboard 200. Qual è il nome dell'album?" Lo sapete?
E' una delle domande di oggi su agoogleaday, una sorta di Trivial Pursuit on line lanciato da Google in collaborazione con il New York Times: le domande del cruciverba quotidiano di NYT vengono rilanciate sulla pagina di Google per invogliare gli utenti ad usare il motore di ricerca a caccia della soluzione. Ma quante ne pensa il Gigante?!
Ed è subito tweet:

lunedì 4 aprile 2011

Cattivi maestri: Facebook non perdona



Vi ricordate la tanto odiata e odiosa maestra di Tricarico? Beh, pare che la categoria abbia ricevuto una sonora punizione, da Facebook.

venerdì 1 aprile 2011

Reputata Iuvant da oggi è anche una rubrica on line!

E' uscito ieri il primo numero della rubrica Reputata Iuvant sulla rivista on line 360com. Ogni mese vi diamo appuntamento con una nuova ricerca sulla reputazione on line.
Il primo numero è dedicato all'analisi delle opinioni sull'abitare sostenibile.
Se vuoi ricevere 360com e seguire le ricerche di Reputata Iuvant clicca qui.

lunedì 14 marzo 2011

I 50 brand del 2010 con la migliore reputazione sui social media

"Social Media è un gioco di serpenti e scale, dove i brand raggiungono il proprio livello di reputazione imparando ed entrando in contatto con la propria audience. Il Social Media Reputation Index di Yomego, prodotto dal tool Alterian's SM", mostra quali aziende stanno vincendo il gioco.
Ogni indice è calcolato sulla base di obiettivi raggiunti, attualità e soddisfazione." Yomego



Provate a confrontare la posizione di alcuni brand in questo biscione con la nostra classifica sulla reputazione on line dei maggiori marchi italiani e internazionali del 2010 sintetizzata dall'indice CERR (calcolato sulla base di rilevanza dei contenuti, importanza del dominio che li ospita e pertinenza della fonte rispetto all'area di business del brand). Attenzione a: Nokia, Microsoft, IBM, Coca Cola e McDonald's.

giovedì 10 marzo 2011

Abitare Sostenibile: Analisi delle Opinioni sul Web

Per iscriverti all'evento clicca qui

Brand Strategies: essere sui social vs essere social

I Brand cominciano a capire che per fare social marketing non basta essere sui Social Media, ma è necessario viverli, esserne parte attiva quotidianamente, e dunque spendere un po' più di tempo e risorse per mettere in atto tutte le tecniche to being social.
Oltre il sito web e la rassegna stampa, quindi oltre una comunicazione a senso unico, alcune aziende cominciano a intuire che esistono dei canali di comunicazione partecipativa, delle communities dove il brand può interagire con il suo target, e anche con chi fino a quel momento non ne faceva parte ma potrebbe diventarlo.

mercoledì 9 marzo 2011

TMT prediction: i nuovi media fuori dalla crisi. Ma c'erano mai stati dentro?

A fine Febbraio Deloitte ha pubblicato il 10° rapporto TMT predictions sugli investimenti previsti quest'anno in nuove Tecnologie, Media e Telecomunicazioni.
La crisi, almeno nel mondo di Facebook, E-bay e Mobile sembra superata: un giro da 5 miliardi di euro quello della pubblicità sui Social Network e più 30% rispetto al 2010 fanno supporre una maggiore predisposizione delle aziende a investire in PR e Reputation Management, spiega Deloitte:

martedì 8 marzo 2011

PMI: Quanto costa essere social

Il 78% delle aziende utilizza i social network per supportare la comunicazione e i servizi ai clienti. Lo dice il sondaggio di Panda Security nel 1° Report Annuale sui Rischi dei Social Media per le PMI.
In questa nutrita fetta di aziende “social” quante si preoccupano anche di prevedere un piano di gestione dei rischi per la sicurezza e la privacy?
I best friends della comunicazione social sembrano essere i primi nemici delle PMI in termini di privacy e sicurezza:
  1. Facebook: 71,6% malware e 73,2% violazioni della privacy
  2. YouTube: 41,2% malware
  3. Twitter: 51% violazioni della privacy

venerdì 4 marzo 2011

La migliore reputazione per Fortune: 1 Apple, 2 Google, 11 Microsoft

Vi anticipo che la settimana prossima confronteremo la classifica di Fortune con un'analisi della reputazione on line di queste tre Big, noi parleremo delle opinioni dei consumatori lato mobile.


La liberazione dell'Egitto vista da Twitter

Ogni nodo è un utente di Twitter e i link sono i retweet dell'hashtag #jan25 (giorno delle dimissioni di Mubarack). Il video è stato realizzato da Andrè Panisson in collaborazione con un progetto di ricerca dell'Università di Torino attraverso il sistema Gephi Graph Streeming. Una bella intervista su VincosBlog.

giovedì 3 marzo 2011

La reputazione è come la moneta

Viviamo in un mondo in cui la visibilità crea opportunità e la reputazione costruisce la fiducia”.
Dalle parole di Dan Schawbel, managing partner di Millenial Brand, “personal branding guru” per NYT e autore di Me 2.0 (Costruire un Brand forte per realizzare una carriera di successo) , è chiaro che esposizione mediatica e reputazione sono due cose molto diverse.

mercoledì 2 marzo 2011

Internet è Facebook?

“Beh lo sanno tutti che Internet è Facebook”. Circa un anno fa ho sentito pronunciare questa frase dalla responsabile della comunicazione di una grande azienda italiana (di cui ovviamente non faccio il nome). Mi ricordo che pensai, peccando forse di superbia, “che ingenua” (per usare un eufemismoJ).
Poco fa ho letto che Facebook sta per integrare un’applicazione per diventare a tutti gli effetti un motore di ricerca: un sistema basato su iframe per correlare alla ricerca per nome all’interno di Facebook pagine esterne associate a quel nome. In pratica se cerco “Reputation Manager” su Facebook non uscirà solo la pagina Fan o il Gruppo (ecc…) ma anche il sito www.reputazioneonline.it e tutti i siti ad esso collegati. Google praticamente.
E allora sono tornata a riflettere su quella frase, che mi era sembrata così superficiale. Facebook sta davvero mangiando il Web?
La notizia in Italia è stata pressoché ignorata (io l’ho saputo su Linkedin dal post di Paola, che ringrazio per lo spunto), se ne parla solo qui. E anche cercando tra le pagine in inglese non si ottengono molte informazioni in più.
Staremo a vedere. Però la "soffiata" mi basta per riflettere su una cosa: forse non siamo di fronte ad una rivoluzione, ma piuttosto ad un cambiamento in atto da tempo nel magico mondo di Zuckerberg.
I Like, le Note, i Link, l'integrazione dei video, a cui ormai siamo assuefatti, andavano tutte silenziosamente nella direzione di portare il Web dentro Facebook.
Naturalmente da qui a dire che Facebook coincide con Internet ce ne passa, ma chiedo virtualmente scusa per quel pensiero frettoloso e un po’ snob. Lei forse aveva intuito qualcosa di tangibile e io no.

martedì 1 marzo 2011

Google aggiorna l’algoritmo: tempi duri per le Content Farm!

Associated Content (Yahoo) ha perso l’87% di visibilità, Slideshare perde il 56% e crollano Technorati (-89%) e Wikio (-94%). E’ il bollettino di vittime stilato da Sistrix dopo che Google ha aggiornato il suo algoritmo di indicizzazione. Wikipedia e Amazon invece guadagnano posizioni. Per ora le variazioni riguardano solo gli Stati Uniti, ma presto impatteranno anche i risultati multilingua.

Una sforbiciata che taglia le gambe a diverse tipologie di portali: dai canali di condivisione di documenti come Slideshare, a motori di ricerca come Technorati e Wikio. Ma il vero bersaglio (non dichiarato!) di Google sono le content farm, quei siti che generano un’elevata quantità di contenuti di scarso valore col solo scopo di scalare le SERP del motore di ricerca. Il dibattito sulla selezione dei risultati da parte dei motori di ricerca è in corso da tempo, e in prima linea contro spam e contenuti di scarsa utilità sono scesi i blogger dopo le riviste specializzate.

Il nuovo calcolo dovrebbe avere un impatto considerevole su circa il 12% dei risultati di ricerca negli Stati Uniti .Una strada che il Gigante aveva già intrapreso qualche settimana fa, integrando al browser Chrome la funzionalità che consente all’utente di filtrare determinati domini nella SERP del motore di ricerca: pare che l’84% dei siti filtrati dagli utenti venga penalizzato dal nuovo algoritmo (che pure non è basato direttamente su questi dati a dimostrazione del fatto che la modifica apportata sta dando i suoi buoni frutti).

Nelle prossime settimane potremo effettivamente testare l’efficacia di questo algoritmo, per il momento facciamo più attenzione a come promuoviamo i nostri contenuti!

lunedì 28 febbraio 2011

Kenneth Cole: uno scandalo su Twitter. E sul resto del web?

Nelle scorse settimane si è parlato molto di un clamoroso caso di marketing virale.

L’episodio ha visto come protagonista il famosissimo stilista Kenneth Cole, etichetta di successo negli Stati Uniti, già curatore d’immagine per attrici come Jessica Alba e Sharon Stone, e proprietario di un lussuoso negozio di profumi e accessori a NYC.

Stando all’accaduto, il signor Cole, o qualcuno interno al suo entourage, proprio nei giorni legati alla rivolta in Egitto ha avuto la scellerata idea di promuovere la sua collezione primaverile, sfruttando la visibilità che l’hashtag #Cairo stava avendo in quei giorni (e che tutt’oggi mantiene),utilizzato dagli utenti per condividere e diffondere preziose aggiornamenti sulla situazione in Egitto.

venerdì 25 febbraio 2011

Sfida all'ultimo ebook: Google vs Amazon

Da circa un anno si parla di Google Editions, sorta di edicola virtuale facente parte del colosso Mountain View, il negozio di libri in competizione con quello creato da Amazon. Il progetto ha stentato a partire causa ritardi e cambiamenti di programma che quasi sembravano aver messo in discussione il fatto che tale progetto fosse reale.

Tuttavia il momento propizio è giunto: il  sito da cui è possibile downloadare milioni di titoli è attivo da Gennaio.

Il lancio è partito dagli Usa, mentre lo start up delle attività su scala internazionale, è stato fissato per il primo trimestre del 2011.

Ora ci si domanda se il negozio di Google sarà, nel futuro, in grado di rivoluzionare il mercato degli ebook, come ad esempio ipotizza il Wsj.
Ma in cosa consiste effettivamente questo mercato, e che scenario offre, in relazione con la domanda degli utenti ?

giovedì 24 febbraio 2011

Forum Nucleare: bocciato lo spot dal Giurì. La rivincita di Greenpeace

"Sono contrario all'energia nucleare, perchè mi preoccupo per i miei figli. Io sono favorevole, perchè tra 50 anni non potranno contare solo sui combustibili fossili... Il nucleare è una mossa azzardata per il paese. O forse è una grande mossa. E tu sei a favore o contro l'energia nucleare? O non hai ancora una posizione?"

Ci è forse capitato di assistere in televisione a questo spot realizzato e promosso dal Forum di energia nucleare, presieduto dal noto dirigente industriale Chicco Testa.



Lo spot, che senza mezzi termini invitava ciascuno di noi a riflettere circa la peculiarità della questione del nucleare, e delle ripercussioni, sia positive che negative, che esso può avere, è stato recentemente non solo bocciato, ma anche ritenuto considerevolemnte ingannevole dal Giurì dell'Autodisciplina Pubblicitaria.
Lo spot lanciato da Forum Nucleare poneva come obiettivo la riapertura nel nostro paese del dibattito sulla spinosa ed attuale tematica nucleare, in concomitanza con l’assai discussa decisione presa dal governo di puntare nuovamente su questa fonte energetica, abbandonata in seguito al referendum, risoltosi con esito negativo nel 1987.

mercoledì 23 febbraio 2011

Welcome Crowdsourcing!

Negli ultimi tempi un nuovo termine è entrato nel vocabolario delle piattaforme social: si tratta del Crowdsourcing, un valido strumento per i programmi di responsabilità sociale (CSR - corporate social responsability), anche se, per ora, viene usato soltanto da circa la metà delle aziende presenti sul mercato internazionale.

Il Crowdsourcing è “un neologismo che definisce un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in una comunità virtuale. Questo processo avviene attraverso degli strumenti web o comunque dei portali su internet.” (Wikipedia/Crowdsourcing)

Nell’ottobre del 2010, le agenzie PR afferenti a Weber Shandwick e KRC Research hanno stabilito che più di 200 dirigenti aziendali dirigono iniziative di CSR (es.donazione di risorse e profitti ad organizzazioni no profit), con un occhio di riguardo per la responsabilità sociale e il tessuto di relazioni che si vengono a creare all’interno della società.

Al contrario, solo il 55% di questi dirigenti ha dichiarato che le aziende in cui lavorano utilizzano il crowdsourcing come parte integrante dei CSR, ed il 95 di queste ha dichiarato che tale strategia è solamente presa in considerazione dall’azienda, ma non completamente messa in atto.

martedì 22 febbraio 2011

I social media e la caduta dei tiranni

Su Quora trova spazio in questi giorni la spinosa questione della Libia, che ha condotto moltissimi utenti ad interrogarsi sul destino di http://bit.ly/, sito di condivisione di links e quindi di notizie, nel caso in cui Gheddafi prendesse la decisione di interrompere l'accesso a Internet a causa delle inamovibili proteste che si stanno scatendando contro il suo governo.
Alcuni utenti hanno impiegato la piattaforma social di Quora per esternare le proprie impressioni a riguardo, come nel caso di Kim Davies, il quale condanna fermamente la decisione, come quella presa da Gheddafi, di generare un Internet shutdown, ovvero un blocco di notizie provenienti oltre i confini dello Stato, rendendo dunque unico solo il flusso mediatico ufficializzato dal regime.
Kim Davies parla quindi di ripercussioni disastrose che questo processo potrebbe avere non solo sulla Libia, ma sull’intero scenario mondiale, recuperando inoltre quanto scritto da John Borthwick, il quale specificava che i server delle autorità libiche (col dominio LY) sono stati installati al di fuori del Paese, e quindi essi non dovrebbero nè potrebbero essere intaccati.

lunedì 21 febbraio 2011

La Reputazione è tutto: il caso di Miss Posoli-Cilli

Se è corretto affermare che la reputazione online è tutto, è possibile che il potere di Internet sia in grado, in alcuni casi, di ucciderla, anziché alimentarla?

Dagli States arrivano alcune considerazioni che possono farci riflettere su questo. Viene infatti citato un caso esemplare di danneggiamento della reputazione online.

Rebecca Posoli-Cilli, presidente della Freestream Aircraft, azienda leader nella costruzione di jet privati, ha affermato che, accanto ad una buona reputazione, spesso si affianca anche una disinformazione rilevante, che, nel suo specifico caso, le è quasi costata il posto di lavoro, nonché l’immagine professionale stessa.
Per capire meglio l’accaduto, possiamo ricordare che quando la signora Posoli-Cilli lasciò  il suo precedente lavoro, i dipendenti si sentirono danneggiati dall’accaduto e decisero di querelarla.
La Corte le diede ragione; Miss Posoli-Cilli conseguentemente pensò che la situazione potesse essere archiviata.

venerdì 18 febbraio 2011

Di chi si fidano i consumatori on line?

Nell’ affollatissimo contesto dei social media e delle recommendations che essi propongono ci si interroga spesso su chi fornisca i consigli più fidati

I social media conferiscono potere al consumatore, fornendo a ciascuno di essi una sorta di pubblica piattaforma dove rendere condivisibili i propri pensieri e  sentimenti in maniera totale.

Naturalmente questo ha alimentato il potere del passaparola, considerato unanimamemente la più fidata forma di marketing; tuttavia il social behaviour sta arrivando ad importanti punti di svolta.

Il “GlobalWebIndex Annual Report 2011”, redatto dalla Trendstream and Lightspeed Research esterna un vero e proprio cambiamento nel comportamento dei consumatori verso i social media, in quanto lo scenario stesso del Web 2.0 sta cambiando.

Collegandoci al discorso già trattato circa la preminenza degli influencer, il report illustra infatti, che sussiste realmente un’attitudine crescente degli utenti social a diffondere contenuti, spesso anche professionali, piuttosto che a crearne di nuovi, attraverso microblogs, social networks e sui canali di video-sharing. E tuttavia tra quanti di quelli che diffondono contenuti professionali si annidano degli influencer?

giovedì 17 febbraio 2011

Forum della Comunicazione Digitale 2011 Reputation Manager

Forum della Comunicazione Digitale 2011: il peso specifico dei contenuti sul Web

Ieri eravamo al Forum della Comunicazione digitale a Milano, in Piazza Affari. La partecipazione è stata sicuramente alta, un po' meno l'organizzazione dell'evento, soprattutto per quanto riguarda la scelta delle sale per i vari workshop. Nella Sala gialla, dove anche noi abbiamo parlato, il rapporto tra lo spazio disponibile e gli occupanti era di 1: 10 e le lamentele non sono mancate...
In ogni caso tra uno spintone e l'altro, Andrea è riuscito a parlare per 20 min. di On line Brand Reputation, trovate qui la presentazione e qui un breve video. Come ha detto un simpatico amico su Twitter lo speach di Andrea è stato "un misto di branding, filosofie orientali, seo, social media": in effetti il focus dell'intervento è il concetto di multicanalità e multidimensionalità dei contenuti che strutturano la reputazione di un Brand in rete. L'idea cioè che la reputazione on line non possa essere appiattita (Flatland) su un'unica dimensione di analisi, ma che i numerosi aspetti che la compongono siano parte di un mosaico articolato dove ogni tassello ha le sue proprie specificità e necessita di un trattamento ad hoc, sia in termini di analisi sia in termini di strategie performative di intervento.

mercoledì 16 febbraio 2011

Who’s more influential on Twitter?

Una recente analisi condotta da HP rivela che i media tradizionali possiedono un impatto decisamente maggiore su ciò che diventerà un trending topic su Twitter, seguendo un vero e proprio ranking atto a stabilire chi è “immediatamente popolare”.

Piuttosto che essere determinata da personalità o da frequenza, lo studio ha rilevato che "è decisamente determinante soprattutto in relazione allo specifico soggetto trattato nel tweet”

Lo studio ha infatti dimostrato che “quando i topics generano attrattiva, il social medium agisce proprio come un filtro in grado di amplificare lo standard prodotto dai media stessi e a contribuire a creare i meccanismi di attrazione”

HP sostiene inoltre che questo è vero anche quando i media leaders possiedano meno “followers” rispetto alla Golden top di Twitter, come nel caso di Ashton Kutcher e Lady Gaga.

“The HP team raccoglie i dati da API, ricerca condotta da Twitter, focalizzata su un periodo di 40 giorni , effettuato nell’autunno 2010” ha affermato HP all’interno di un post dedicato a questa analisi.

“Dal risultato raccolto da circa 16.32 milioni di tweets, è emerso che 22 users erano la fonte che retweettava i contenuti considerati ‘trending’. Di questi il 22, 72% entrano poi a far parte delle notizie lanciate da CNN, the New York Times, El Pais e BBC.”

Il quadro che ne emerge fa subitaneamente apparire Twitter come una significativa fonte di notizie, anche se si hanno dubbi sul fatto che il suddetto social network possa effettivamente innestare una rivoluzione sul modo di fare giornalismo, o, almeno, di accelerarlo.

Twitter funziona più come una sorta di gargantuesco telegrafo di notizie, opinioni, e, ovviamente, di trend.

Relativamente a questo, sono proprio i Treending Topics ad assumere una rilevanza significativa.

“Dimostreremo empiricamente il modo in cui fattori particolari, come l’attività di ciascun user o il numero di followers, non contribuiscano affatto a diffondere creazioni, idee e a propagarle. Al contrario, troviamo che la risonanza del contenuto sia, da sola, in grado di avere un impatto maggiore nella genesi di trend”, hanno affermato gli autori dello studio.

In che modo, dunque, la politica dell’istantaneo “botta e riposta” tra gli utenti risulterà incisiva per una diffusione di uno sviluppo o di un miglioramento contenuti in un quadro, come quello odierno, costituito da un affastellamento di dati e da una frantumazione dei tradizionali canali di notizie?

martedì 15 febbraio 2011

Anche i commercialisti hanno una Reputazione: licenziati in Italia per colpa di Facebook

Un uso malsano di Facebook può portare al licenziamento? A quanto risulta da alcuni fatti accaduti recentemente, parrebbe di sì.

Al contrario di quanti molti hanno scritto, non è la prima volta in Italia che si registra un caso di licenziamento dovuto ad un uso sconsiderato del social network. Ricordiamo infatti la discussa vicenda della dipendente dell’azienda Danieli, che fece da apripista un paio di anni fa.

Questi episodio è stato seguito, di lì a pochi giorni,  da un evento opposto: una faccenda simile era infatti accaduta negli USA, ma il dipendente è stato reintegrato con la motivazione che il diritto ad una personale libera espressione delle proprie opinioni è del tutto inviolabile.