mercoledì 26 gennaio 2011

Facebook Sponsored Story: un nuovo ossimoro del marketing?

In concomitanza con i recenti tool proposti dagli altri Social Network, arriva dagli Stati Uniti la notizia che anche Facebook ha lanciato un nuovo strumento, chiamato Sponsored Stories.

Sponsored Stories si propone come un nuovo advertising format in grado di trasformare le azioni degli utenti “amici” in contenuto destinato alla promozione.

Sponsored Stories è, sostanzialmente, “un modo per chi si occupa di marketing di sponsorizzare attività effettuate e che appaiono nei nuovi feed,” come ha spiegato il Facebook Product Marketing Jim Squires.

Le aziende possono infatti selezionare alcune azioni degli users — ad esempio i check in oppure le azioni effettuate attraverso gli apps di Facebook — e renderle disponibili ed attive nella colonna a destra delle News Feed.

Ad esempio, se un Marketer fa parte della The Whole Foods Company, catena di fruttivendoli organici d’alto bordo, e sta cercando di ampliare la propria esposizione su Facebook, egli può pagare una data somma al fine di avere una percentuale su tutti i check ins relativi alla Whole Foods presenti nella Sponsored Stories slot che compaiono nella colonna a destra dei Feeds.

Il contenuto di essi non verrà mostrato direttamente, ma le azioni effettuate dai suoi amici appariranno.

I vari users potranno vedere se i loro amici linkeranno o controlleranno la Whole Foods, analizzando, in tal modo, il traffico di dati e aumentando la fidelizzazione.

“L’advertiser non controlla il messaggio, ma solo le azioni” ha detto Jim Squires a proposito.

Di seguito un esempio di ciò che si può fare con le Sponsored Stories:




Ed ecco invece l’esempio di una Sponsored Story:




Sono quattro le specifiche tipologie di azioni degli users che possono essere tramutati in Stories: i likes, i checkins, le azioni effettuate con gli apps, e i posts. Se un’azienda ha un proprio custom app, come FarmVille o Starbucks Card, può promuovere tramite esso le azioni dei suoi consumatori, esattamente come quando gli users postano sulla loro bacheca i loro brand preferiti.

Il roster di Facebook attinente ai launch partners include Coca Cola, Levi’s, Anheuser Busch e Playfish; tuttavia, il social network sta cercando di creare una relazione nonprofit per le Sponsored Stories che includa anche Donors Choose, Girl Up!, Malaria No More, Amnesty International, Women for Women, Autism Speaks, (RED), Alzheimer’s Association e l’UNICEF.

Ma è evidente che chiunque potrà agire con le Sponsored Story slots a partire dal 25 di Gennaio.

Sponsored Stories sembra dunque essere un semplice e logico modo di introdurre nuovi formati di marketing all’interno del sistema di Facebook.

Certo è che Sponsored Stories ha molte similitudini con i Twitter Promoted Tweets. Entrambi, difatti, utilizzano i contenuti presenti nelle piattaforme social per tramutarli in guadagni. L’unica differenza tra Sponsored Stories e i Promoted Tweets è che è proprio lo user a definire e plasmare il contenuto pubblicitario nel tool di Facebook, e non il marketer.

C’è da aspettarsi che questa piccola ma in realtà enorme differenza rivoluzioni la dimensione del social marketing, coinvolgendo sempre maggiormente ogni singolo utente ed indirizzando I contenuti dell’advertisement verso una direzione sempre più personale se non intima.

Certo è un modo percettivamente efficace per far parlare il brand attraverso i suoi consumatori, ridefinendo il concetto di testimonial che sul social network diventa raccomandazione.

Ci chiediamo però: l’automatismo del sistema non implica l’elusione di un passaggio fondamentale, ovvero l’intenzionalità della personal story e la volontà di testimoniare la propria esperienza di consumo?

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