giovedì 20 gennaio 2011

I gruppi d'acquisto e il successo di Groupon

Luca Conti, giornalista per il Sole 24 Ore, ha di recente pubblicato un interessante articolo che riguarda l’efficacia di una costante e significativa  presenza sul web di parte dei gruppi d’ acquisto.

Se questa tendenza, soprattutto relativa ad attività commerciali di carattere locale, si era già fatta conoscere nell’anno appena passato, nel 2011 potremmo assistere ad una sostanziale diffusione su scala non solo nazionale, ma anche internazionale.

Una delle realtà più attive e interessanti appartenenti al panorama dei gruppi d’acquisto è senz’altro quella di Groupon, che, grazie alla sua massicia presenza sui social network e tramite il passaparola, potrebbe rivelarsi come società leader in questo ambito.

Nel dettaglio, Groupon si propone come entità rivoluzionante in fatto di promozione e marketing territoriale, tenendo testa ai servizi geolocalizzati di Foursquare, ma anche a determinate e consolidate directory come Yelp, Pagine Gialle o Qyte. Questo grazie ad un business roccioso, ad una inimitabile e più che appetibile visibilità per le imprese partecipanti, il tutto unito – come si può ben comprendere – a vantaggi incredibili ed immediati destinati agli utenti che ne fruiscono.

Dopo aver rinunciato a ben cinque miliardi di dollari offerti da Google, Groupon è oggigiorno in cammino verso la quotazione, con una iniziale stima di capitalizzazione pari a 15 miliardi di dollari.
Il successo di Groupon, con quartier generale a Chicago, Illinois,  risiede nell’uso e nell’analisi dei dati, nonché nei capitali (strabilianti) delle aziende che hanno deciso di investire su di lei: si parla di assegni per 950 milioni di dollari.





È fatto comune che, quando una realtà comincia a farsi strada, i concorrenti nascono in maniera affastellata: LivingSocial (legato ad Amazon), Groupalia, LetsBuy, sono solo alcuni dei nomi che rincorrono il successo il Groupon.

Tuttavia il neonato colosso americano può contare su tre acquisizioni in India, Israele e Sud Africa, che si aggiungono ai 40 paesi già attivi attivi, unitamente ai 500 mercati in cui giornalmente vengono proposte almeno 650 offerte superscontate, e, non per ultimo, un pubblico di 50 milioni di utenti sparsi in tutto il mondo.

Il tasso di crescita di Groupon è di tre milioni di nuovi iscritti a settimana, ma è intuibile  che la società americana possa raddoppiare se non triplicare  la propria base di utenti persino entro fine anno. Risultati, questi, davvero strabilianti.

I dati dell’azienda, d’altronde, parlano chiaro: il risparmio degli sconti complessivi ha superato un miliardo di dollari e la metà di questa somma si trova già  nelle casse dell'azienda, che trattiene una quota del 50% del valore dei coupon distribuiti.
Dal prototipo iniziale dei gruppi di acquisto , vale a dire un’offerta del giorno trasmessa per email, valida tuttavia solo se un bacino minimo di utenti acquista il suddetto coupon, Groupon sta seguendo ora due linee di direzioni differenti, ma all’avanguardia e nettamente al passo se non oltre i tempi. Da una parte, sta personalizzando le offerte in base ai suoi consumatori, cercando una unicità di mercato che sia sempre ragguardevole e confortante per i suoi users; dall’altra, sta tentando (e con successo) di moltiplicare il suo mercato, alla ricerca di nuovi canali di vendita e  di affermazione di sé.

I vantaggi che ne deriveranno saranno ingenti: oltre ad una soddisfazione completa degli utenti, le aziende coinvolte (negozi, attività di ristorazione o di servizi) potranno crearsi un profilo all’interno del sito in cui trasmettere le proprie offerte, sotto la guida e la consulenza di Groupon.

Per le aziende che stanno emulando il modello della società di Chicago , la strada da percorrere è senza dubbio lunga; ma l’esempio di Groupon mostra che, step dopo step, il successo e l’affermazione possono essere ottenuti. Assisteremo anche in Italia ad un significativo aumento dei gruppi d’acquisto oppure continueremo ad avere marginali interventi locali?

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