mercoledì 19 gennaio 2011

Opinion leader e low sentiment, l’America sul web è spaccata in due

C’è un fenomeno, sulla rete, che pare non conoscere né crisi né momenti negativi: è il caso della partecipazione sempre più massiccia degli utenti di internet a communities, forum, gruppi su Facebook o sul altri Social Hub.

Ogni giorno raddoppia il numero di users coinvolti in organizzazioni o gruppi attivi su Internet, qui nati e proliferanti. Questo, almeno, negli Stati Uniti: in realtà questo fenomeno è fortemente radicato anche nel Vecchio Continente.

Una statistica recente condotta su tutti gli USA e stilata dalla Pew Research Center’s Internet & American Life Project ha mostrato che il 75% dei cittadini americani adulti partecipa ad alcuni voluntary groups presenti sulla rete, e sono proprio gli internauti ad essere più propensi al volontariato rispetto ad altre persone; l’80% degli utenti, infatti, è iscritta a gruppi, confrontata con il 56% di popolazione che, al contrario, non utilizza internet.
D’altra parte, i social media sono il terreno migliore per essere “attivi”: l’82% degli iscritti e l’85% degli users di Twitter, ad esempio, fanno parte di gruppi.

Kristen Purcell, direttrice delle ricerche presso la Pew e co autrice del report, ha affermato:
“Una delle constatazioni più strabilianti che emerge da questi dati è quanto propositiva diventa la gente quando entra a far parte di questi gruppi. Molti amano la dimensione del coinvolgimento insita nei social networks, ma quello che realmente desiderano è avere un certo impatto, e quindi seguito. La maggior parte di coloro che fanno parte di un gruppo si sentono orgogliosi della loro partecipazione; la loro gratificazione parte dalla passività del ruolo che inizialmente assumono”.





Kristen Purcell prosegue facendo notare tuttavia che in America il 25% degli adulti non segue tuttavia costantemente i gruppi a cui è iscritto: questi utenti si limitano a comunicare che non sono in forma, che non hanno tempo o adducono altre cause quando in realtà non sono in grado di partecipare attivamente a determinate discussioni o condivisioni.

Le due facce di Internet (opinion leader e low sentiment, le potremmo definire) sono perfettamente contenute all’interno di questo report; se da una parte una moltitudine di utenti diventano perfetti editori di sé stessi con l’ottica di conquistarsi, intervento dopo intervento, foto dopo foto, o video dopo video, un’audience sempre più consistente, dall’altra parte c’è una folta schiera di utenti che, dopo uno start up di forte partecipazione alla dimensione condivisa di Internet offerta dai gruppi dei social network a cui si era iscritto, abbandona per i motivi più vari il contesto delle communities, spesso mal celando una incapacità di comunicazione con gli altri utenti.

Senza dubbio è necessario sottolineare quanto il primo fenomeno (quello degli utenti editori di sé stessi, e self promoter), sia evidentemente in netto avanzamento: sempre più frequentemente ce ne accorgiamo, specialmente nel caso dei bloggers; l’altra faccia della medaglia mostra invece un lato quasi lunare di Internet, fatto di partecipazioni cadute nell’oblio, inviti declassati e tanta, forse troppa, incertezza e non-comunicazione.
Sarebbe interessante verificare, al di là delle nicchie dei super esperti, se nel tempo essi vorranno e saranno capaci di esercitare quel ruolo di veicolo per il coinvolgimento dei più pigri, che restano comunque una parte di pubblico portatrice di opinioni e scelte di consumo.









Articoli correlati per categorie



Nessun commento:

Posta un commento