martedì 11 gennaio 2011

Tra questions e forum nasce Quora

Il nuovo fenomeno nel mondo dei social network si chiama Quora (una sorta di falso plurale del latino quorum) e si prefigura come una "Wikipedia delle domande e delle risposte". Il progetto è nato dalla mente di un gruppo di ex utenti di Facebook, con l’intento (già conosciuto, bisogna dirlo) di creare una vera e propria piattaforma di conoscenza pubblica ed accessibile a tutti. Una forma di baule dello scibile umano, costituito dal sapere “apportato” dagli utenti, e dagli stessi condiviso.

Adam D’Angelo, il suo fondatore, aveva già espresso chiaramente le sue idee nel marzo del 2010, mese in cui si verificò lo start up di Quora:"Riteniamo che oltre il 90% delle informazioni che le persone vogliono conoscere non siano ancora disponibili sul web in un formato abbastanza semplice da comprendere per tutti".
Incredibilmente amata in così poco tempo, Quora è attualmente candidata ai Crunchies Awards 2010, premi dell'innovazione tecnologica assegnati all’interno degli Stati Uniti, e le sue nominations sono addirittura in due categorie: miglior sito e migliore idea dell'anno, proprio accanto a nomi come Facebook, Twitter o Groupon, colossi del Web. 

Quora infatti può vantare una quotazione di mercato del sito sorprendente (86 milioni di dollari),cifra strabiliante, ma è necessario considerare il fatto che ora il servizio conta 320.000 utenti e un archivio di 110.000 domande. Attualmente,  tuttavia, il sito non è ancora totalmente online, e questo è ancora più sorprendente; difatti, la registrazione alla comunità di Quora.com è possibile solo per gli utenti statunitensi e, tra l’altro, solo da pochi mesi.
Per chi desidera far parte della comunità ma abita all’estero, la partecipazione è prevista soltanto tramite un sistema di inviti.Ma proprio la qualità dei contenuti proposti da Quora ha conquistato gli utenti di Social Networks, che, anche grazie al passaparola online, si stanno accostando in massa alla piattaforma del sapere creata da D’Angelo, e basata su una sinergia semplice ma efficace: chiunque può porre la sua domanda sul sito,  nello stesso modo in cui chiunque può dare una risposta.

Il paragone con Yahoo Answers, gettonatissimo ma anche estremamente confusionario, pare essere d’obbligo; tuttavia Quora si prefigura come un sito molto più “disciplinato”, e quindi meglio organizzato, dove tutti possono intervenire al fine di fornire non solo la migliore risposta ad un quesito, ma anche correzioni e consigli opportuni.
L'obiettivo finale di Quora è, senza dubbio, creare un vero e proprio archivio costituito da migliaia di discussioni su singoli argomenti, senza però incappare in “doppioni” di domande e/o risposte, e tutte rigorosamente inserite all’interno dell’apposita categoria. 

D’Angelo ha inoltre dichiarato a riguardo "Se osservi gli ultimi dieci anni della comunicazione – spiega – puoi intravedere un filo conduttore: il desiderio latente delle persone di condividere ciò che conoscono".
  
Questo, dunque, spiegherebbe non solo il successo che Quora sta già avendo, ma anche quello che si prevede nel futuro, basato sul desiderio e sulla necessità degli utenti di avere a disposizione contenuti (e conseguentemente discussioni) di qualità.

E, aggiungiamo, quello di fare domande per conoscere di più, o semplicemente per reperire un'informazione che ci serve. Uno scenario che spalanca le porte a logiche di dialogo partecipativo non solo tra consumatori, ma anche tra azienda e consumatori, pensiamo ad esempio alle opportunità per il customer care on line (tema che ci sta particolarmente a cuore).

Un altro aspetto di Quora non è meno importante: un sistema di "reputazione" che fornisce la possibilità di isolare chiunque tenti di sabotare o danneggiare gli articoli, favorendo, in tal modo, gli utenti migliori e più propositivi.
Nel futuro, si prevede che l’acerrimo nemico di Quora sia Facebook Questions, progetto che, incredibilmente, alcuni membri di Quora hanno proprio contribuito a fondare. E tuttavia altri nomi si affacciano: Peerpong, Formspring o Hunch e, naturalmente Google, che tramite l’acquiszione del sito Aardvark, prevede lo sfruttamento dei suoi know-how nell’ottica della costruzione di una propria piattaforma di domande e risposte. 
In sintesi, la nascita di Quora non deve stupire: il desiderio di conoscenza insito nell’uomo è antico come le sue origini; la sostanziale differenza sta nel luogo di acquisizione dello scibile, che sta portando a compimento una vera e propria opera di migrazione dai libri al web, alimentando un universo virtuale non solo di esistenze, ma anche di ricerca del sapere.

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