martedì 9 febbraio 2010

Tra vent'anni tutti avremo un voto sulla reputazione online

"The rating ethos is expanding. On Facebook, you can ‘like’ people’s entries. We ‘love’ music on Last.fm. We ‘favorite’ tweets. We ‘digg’ and ‘buzz up’ stories. Implicitly, we provide ratings when we share content via different social networks. Online engagement allows for this" Un'interessante analisi di Hutch Carpenter riconduce l'esposizione crescente della reputazione online di privati e aziende alla combinazione di tre fattori incrementali:



Condividere informazioni sui social media, passaggio di informazione trasparente impattante il profilo lavorativo, e rating degli scambi commerciali in rete:
elementi accesibili e misurabili per valutare l'incremento potenziale degli impatti sulla reputazione di persone, gruppi sociali, brand, nicchie di mercato, consumatori. Particolarmente interessante la riflessione di Carpenter sulla costruizione del profilo professionale.

Il fatto che oggi la maggior parte dei ragazzini spenda il suo tempo al pc tra applicazioni ludiche e interazione sui social network non lascia spazio a dubbi: "future workers are going to be more accustomed to online engagement and information-seeking than any generation before"

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