giovedì 10 febbraio 2011

Accomodiamoci sui social network: idee dalla Social Media Week

Qual'è l’entità dell’ impatto hanno avuto i social network sulla vita quotidiana di ogni persona e dei relativi stili di vita, al di là delle differenze di età, classe sociale, professione, cultura? I social network modificano i nostri spazi, condizionano le nostre scelte, azioni, persino desideri?
Sono queste le domande a cui si è cercato di dare risposta durante la giornata del Social Media Week di Roma.
Le discussioni si sono imperniate proprio su questi argomenti, considerata la tematica dei social network quanto mai attuale nei primi mesi del 2011. L'evento è stato organizzato in collaborazione con Reti spa, società di lobbying e pubblic affairs. Il moderatore dell'incontro era Massimo Micucci, presidente di Reti.
Stando agli studi effettuati, pare che le nostre esistenze ruotino sempre di più attorno ad un luogo virtuale ideale, incarnato dal social network, le cui caratteristiche valoriali sono ormai parte integrante delle nostre vite.
Monica Fabris, presidente di GPF (società di ricerca sociologica), ha identificato “due valori cruciali per lo sviluppo della piccola e media impresa nell'era del web 2.0, ovvero il territorio - la cui valorizzazione costituisce un'opportunità all'interno del mercato globale - e la persona - la possibilità cioè di presentarsi al cliente non come impresa ma come persona fisica”.


L’uso dei social media può senz’altro apportare delle sostanziali migliorie al nostro microsistema digitale. Nel corso della conferenza, alle osservazioni circa il mondo dell'impresa si è poi passati al settore turistico, anch’esso modificato sostanzialmente dall’ingresso dei social network in questa particolare e sensibilissima sfera.
Roberta Milano, blogger esperta in viaggi e turismo, ha approfondito in particolare la tematica del couch-surfing, (viaggiare cioè dormendo di divano in divano, nelle case della gente del luogo che accetta di ospitare gratis il viaggiatore). Il couch surfing sta attualmente riscuotendo un notevole successo, in primis dovuto alla sua formula no cost, e, in seconda istanza, sul desiderio (comune sia all’ospite che all’ospitante) di entrare in contatto non solo con persone, ma con i territori (e le relative culture e tradizioni) che queste persone portano con sé: non è forse questa un'espansione fisica di ciò che accade ogni giorno nei social network, e tuttavia su di un piano virtuale?
Sempre sullo stesso argomento si è espressa anche Daniela Farnese, blogger ed event planner, che ha descritto la sua personale quotidianità: l’avere conversazioni simultanee con persone diverse situate in luoghi diversi, mentre si è comodamente seduti sul proprio divano.
Questo si profila senza dubbio come un 'esplosione del web 2.0 e dei social media. E pare sia proprio il divano luogo eletto per i social network, così come lo è stato per il consumo di un media passivo con la TV. A tal proposito Davide Bertolucci, AD di Shado Tv - che produce e distribuisce nuovi format tv per internet, i social network e i media digitali - ha presentato alcune idee sulle possibili evoluzioni della relazione tra spettatore e contenuto, precisando però come lo spettatore desideri ancora conservare momenti di passività mediale, anche all'interno di una dieta mediale basata sull'interazione.
Il simbolo del divano, dunque, si prefigura come una convergenza degli spazi della nostra esistenza verso un luogo fisico unico, personale, confortante.
Non è forse questo che cerchiamo anche nei nostri social network?

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