venerdì 11 febbraio 2011

Da eBay a Boutiques.com: il Fashion sfila sui social media

Google ha da poco tempo lanciato un nuovissimo tool.
Si chiama Boutiques.com, ed è, sostanzialmente,  una vetrina aperta su internet che si affaccia sul settore dell'alta moda: una vera e propria catwalk  di immagini, tutta da sfogliare e da cui trarre ispirazione per acquisti ed outfits. L’esempio, neanche a dirlo, arriva da Facebook e da altri social network. In concomitanza con la  "Fashion Week" che è  appena iniziata a New York , un famoso sito, Trend Analytics, presenta proprio i punti forte di Boutiques, in una carrellata di stili, colori, abbinamenti che sono l’elemento chiave  per capire, con un colpo di click,  le tendenze dominanti tra gli scaffali digitali.

Tuttavia, il trait d’union tra haute couture e informatica non era affatto scontato; dopo complesse analisi, i  ricercatori di Google hanno infatti elaborato complicate formule logiche in grado di analizzare gli interessi del pubblico  di internet, ma non solo: gli utenti possono anche “costruire” una loro vetrina partendo proprio  dagli elementi (abiti, calzature, accessori) esposti su Boutiques.com.
In tal modo essi creano una personalissima vetrina, specchio della loro personalità e  dei loro gusti, sempre all’insegna della personalizzazione di ciò che vogliono mostrare di sé. Tra l’altro sono proprio loro scelte a contribuire ai trend del momento.
Dal punto di vista più prettamente informatico, ciò che viene selezionato dagli utenti diventa parte dei suggerimenti del motore di ricerca, permettendo di ridurre in maniera sensibile il tempo speso a sfogliare svariati siti alla ricerca dell’elemento desiderato.
Inoltre, questo mastodontico shop online che viene a definirsi risulta ispirato a un altro social network, Twitter, in cui gli utenti potevano già  seguire le indicazioni di designer e stilisti. 

Un esempio può farci comprendere meglio le strategie in corso.
ASOS retailer UK, che ha da poco  raggiunto anche la Francia, unitamente al marchio US JC Penny, costituiscono senza ombra di dubbio due casi da tenere d’occhio in ambito di  di innovazione digitale.
JC Penny è stato infatti il primo brand a tentare la strada del social commerce attraverso  Facebook, integrando il già esistente store online direttamente sul social network.

In tal modo, gli acquisti possono essere effettuati direttamente dalla piattaforma social, senza lasciare la pagina e i prodotti possono essere condivisi e  commentati .dagli utenti e amici.


Le aziende di alta moda che stanno  seguendo  questa stessa direzione sono le grandi firme, i cosidetti “high street” (come Levi’s) ed i retailer.


Shopping ed integrazione con i social network è una frontiera già esplorata, e per la prima volta, dal colosso di Chicago Groupon, il quale è risultato essere la prima piattaforma  a coinvolgere il pubblico del web nel circuito degli acquisti di gruppo, partendo da  newsletter quotidiane.
Groupon, inoltre, ha rifiutato un'offerta da sei miliardi di dollari proposta proprio da Google, il quale puntava all’acquisizione di una piattaforma già avviata.
Il settore dell’ecommerce integrato ai social media è senza dubbio in grande evoluzione: pare anche Amazon e eBay abbiano puntato su di esso. Dopo il lancio di Boutiques.com, Google ha già in mente un’altra piattaforma, Google offers, in linea con l’esempio suggerito da Groupon.

Sembra ora una battaglia aperta per il predominio dell’ecommerce integrato ai social media. Quante nuove piattaforme e tool ci aspetteranno?

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