martedì 1 febbraio 2011

Parobook, il social network dei disoccupati

Parobook, “cugino” di Facebook, ha da poco visto la luce: tutto merito di quattro intraprendenti spagnoli (Carlos Ayuso, Iñigo González, José González e Ramirez Sarmiento Antuan) che hanno deciso di creare una nuovissima piattaforma social allo scopo di aiutare il disoccupato, sostendendolo nella ricerca  e nella risoluzione della propria situazione precaria.


Complice di questo intervento è senza dubbio la crisi che, dopo alcuni anni di apparente sviluppo con l’elezione di Zapatero, è tornata ad aggirarsi in maniera preoccupante in Spagna, raggiungendo quota 20%.
L’idea dei quattro intraprendenti spagnoli è davvero semplice: permettere a tanti disoccupati di comunicare tra loro.
Quello che a prima vista sembrerebbe un emulo di Facebook (a differenza del colore rosso che identifica la schermata) è in relatà un piattaforma social di incredibile umanità e di disperazione.
Ad esempio, Ianthe, di Malaga, nel proprio status, ha riportato:
 “cerco lavoro in riparazione di computer e manutenzione”.
Ianthe spera che il suo appello venga ascoltato non solo da tutti coloro che condividono con lui la precarietà di una vita senza impiego fisso, ma anche da datori di lavoro, aziende, o privati in cerca di un tecnico o di un sistemista.
Parobook offre ai disoccupati la possibilità di far sentire al propria voce e quindi il proprio disagio, ma anche, tramite la condivisione di dati, contenuti e persino di status, di aiutarsi reciprocamente.
Da sottolineare inoltre, il fatto che Parobook appaia ancor pure più dettagliato di Facebook: sono infatti riportate le cifre relative agli utenti che hanno  visitato un dato  profilo, da sempre considerato un’ ambitissima meta sulla ben più famosa piattaforma di Mark Zuckenberg.

In aggiunta a ciò, uno degli autori, Carlos Ayuso, ha dichiarato che, in collaborazione con gli altri ideatori,  sta preparando altri siti sempre improntati alla condivisione di informazioni.
Ed ora un po’ di dati per verificare l’entità di questa nuova piattaforma social.

In meno di una settimana dalla messa in rete,  Parobook ha superato i mille utenti iscritti e il carico sul server è tale da far persino crashare il sito stesso.
Sono oltre 100.000 gli accessi registrati quotidianamente: in media, per ogni minuto di connessione si registrano ben sette utenti, mentre le persone contemporaneamente online arrivano a  circa 500.
Parobook guarda tuttavia lontano: oltre ai disoccupati, sulla piattaforma sono comparse anche aziende con il proposito di offrire  lavoro, come la Drainware Systems, la prima azienda ad aver effettuato un intervento di questo tipo, la quale ha pubblicato sul proprio status questo annuncio:
“Necessito di tecnologie per l’informazione commerciale”.
In tal modo eventuali interessati a questo settore di lavoro possono farsi avanti e contattare direttamente l’azienda.

Sembrerebbe un approccio molto simile a quello di LinkedIn, e tuttavia non è così: gli autori spagnoli, infatti, tengono a precisare che Parobook non è stato concepito per proporsi come competitor di  LinkedIn, sito creato tra l’altro appositamente per gli annunci di lavoro.
L’unica ragione della creazione di Parobook  sta nel permettere ai disoccupati di interconnettersi tra loro, farli solidarizzare e magari pubblicare i propri annunci.

La realtà del lavoro appare sempre di più insita nei disoccupati al giorno d’oggi: il successo di queste piattaforme social è la prova, il loro aumento una certezza.

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