mercoledì 23 febbraio 2011

Welcome Crowdsourcing!

Negli ultimi tempi un nuovo termine è entrato nel vocabolario delle piattaforme social: si tratta del Crowdsourcing, un valido strumento per i programmi di responsabilità sociale (CSR - corporate social responsability), anche se, per ora, viene usato soltanto da circa la metà delle aziende presenti sul mercato internazionale.

Il Crowdsourcing è “un neologismo che definisce un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in una comunità virtuale. Questo processo avviene attraverso degli strumenti web o comunque dei portali su internet.” (Wikipedia/Crowdsourcing)

Nell’ottobre del 2010, le agenzie PR afferenti a Weber Shandwick e KRC Research hanno stabilito che più di 200 dirigenti aziendali dirigono iniziative di CSR (es.donazione di risorse e profitti ad organizzazioni no profit), con un occhio di riguardo per la responsabilità sociale e il tessuto di relazioni che si vengono a creare all’interno della società.

Al contrario, solo il 55% di questi dirigenti ha dichiarato che le aziende in cui lavorano utilizzano il crowdsourcing come parte integrante dei CSR, ed il 95 di queste ha dichiarato che tale strategia è solamente presa in considerazione dall’azienda, ma non completamente messa in atto.

Il crowdsourcing, che si potrebbe tradurre come "coinvolgimento dei consumatori nella pianficazione di una strategica di CRM (customer relation management)", presenta notevoli aspetti validi.
Infatti, il 36% dei dirigenti che già ricorrono al crowdsourcing forniscono nuove ed interessanti prospettive ed opinioni nella risoluzione di disagi.

Il 25% degli intervistati ha evidenziato che l’aspetto più significativo del Crowdsourcing riguarda la possibilità di costruire relazioni con la parte più preminente del pubblico, mentre il 22% ha dichiarato di utilizzare tale tattica come parte integrante della propria strategia di marketing, apportando sviluppi e miglioramenti sostanziali, da affiancare alle tecniche tradizionali, com’è visibile dal grafico sottostante.


Naturalmente sono i social media a rendere la vita più facile alle aziende tramite il crowdsourcing, offrendo nuove prospettive di acquisto ai consumatori. Inoltre, è stato dimostrato che il 38% delle aziende impiega il crowdsourcing nell’ottica di un avanzamento delle relazioni e dell’interscambio online con i propri consumatori.


In tal modo i clienti si sentono maggiormente coinvolti nelle campagne di vendite personalizzate che l’azienda realizza, e, conseguentemente, più fidelizzati.
Il CRS supportato dal crowdsourcing, che in altri contesti avevamo definito Conversational Marketing, è dunque un ottimo ed avanzato strumento di interazione attiva con la propria fetta di consumatori; i benefits che esso porta accrescono lo scambio mediatico ed il contesto economico di contenuti sempre nuovi e di qualità.
Nel mondo del Web 2.0., il crowdsourcing si rivela essere una tecnica efficace per ottimizzare la gestione del CRM dialogando con il consumatore attivo sul web per renderlo prima parte integrante nella risoluzione dei problemi, e dopo ambasciatore della marca.

Quante aziende seguiranno questa innovativa e vincente direzione?

Articoli correlati per categorie



Nessun commento:

Posta un commento