martedì 8 marzo 2011

PMI: Quanto costa essere social

Il 78% delle aziende utilizza i social network per supportare la comunicazione e i servizi ai clienti. Lo dice il sondaggio di Panda Security nel 1° Report Annuale sui Rischi dei Social Media per le PMI.
In questa nutrita fetta di aziende “social” quante si preoccupano anche di prevedere un piano di gestione dei rischi per la sicurezza e la privacy?
I best friends della comunicazione social sembrano essere i primi nemici delle PMI in termini di privacy e sicurezza:
  1. Facebook: 71,6% malware e 73,2% violazioni della privacy
  2. YouTube: 41,2% malware
  3. Twitter: 51% violazioni della privacy
A queste percentuali va aggiunto anche l’utilizzo dei social network da parte dei dipendenti nell’orario di lavoro (77%) attraverso il quale potrebbero essere scambiate informazioni sensibili relative all’azienda.
L’azienda che comunica attraverso i social network mette in gioco la propria identità digitale al pari di una persona fisica e molto di più: la violazione di un marchio o il furto di un brand attraverso l’acquisizione impropria di una piattaforma social potrebbe trasformarsi in una comunità di clienti insoddisfatta, che si sente truffata per aver comunicato con un profilo ritenuto autentico, e di conseguenza in un ingente danno economico e di reputazione per l’azienda.
Se da un lato si rileva una certa resistenza delle PMI alla comunicazione digitale, dall’altro chi ha scelto questa strada non sempre si dota di sistemi per tutelarsi.
Come sempre la virtù sta nel mezzo. Scegliere il Web come canale privilegiato per amplificare il proprio messaggio abbattendo i costi, ha un comunque un prezzo e una strategia di comunicazione digitale deve saper prevedere la gestione del rischio.

Articoli correlati per categorie



Nessun commento:

Posta un commento