giovedì 26 maggio 2011

Ballottaggio a Milano: tutti i numeri della rete sullo scontro Moratti vs Pisapia

A pochi giorni dal ballottaggio abbiamo analizzato la reputazione on line degli sfidanti di Milano, per capire se e come è cambiata l'opinione on line dopo il voto del 15 e 16 aprile.

martedì 24 maggio 2011

Verso il referendum: rinnovabili vs nucleare sul web

Il referendum sul nucleare è alle porte, il dibattito è aperto da tempo e negli ultimi mesi gli avvenimenti in Giappone hanno rivoluzionato in modo determinante lo scenario internazionale dello sviluppo energetico.
Ma cosa pensavano gli italiani prima dell'esplosione della centrale di Fukushima?
Abbiamo monitorato le conversazioni on line sull'Energia per sei mesi, ecco i risultati:

lunedì 16 maggio 2011

Candidati sindaco 2011: le previsioni da Facebook

Alla vigilia del voto, abbiamo analizzato la comunicazione e il riscontro mediatico dei candidati sindaco di Milano, Torino, Bologna e Napoli su Facebook. Vediamo se il voto confermerà o meno queste particolari previsioni

Amministrative 2011: la popolarità dei candidati su Facebook

mercoledì 4 maggio 2011

Diffamazione on line, la sentenza della Cassazione

Sul Quotdiano di Informazione Giurdica è stata recentemente pubblicata la sentenza della Cassazione del 26 aprile 2011 sul Giudice competente in materia di diffamazione via Internet.

Per individuare la competenza del reato di diffamazione on line secondo la Cassazione sono "inutilizzabili criteri oggettivi unici, quali, ad esempio, quelli di prima pubblicazione, di immissione della notizia nella rete, di accesso del primo visitatore” e non sarebbe
“neppure utilizzabile quello del luogo in cui è situato il server, in cui il provider alloca la notizia”.

Inoltre nella sentenza si legge che:

“Il reato di diffamazione è un reato di evento, inteso quest’ultimo come avvenimento esterno all’agente e causalmente collegato al comportamento di costui. Si tratta di evento non fisico, ma, per così dire, psicologico, consistente nella percezione da parte del terzo (rectius dei terzi) della espressione offensiva, che si consuma non al momento della diffusione del messaggio offensivo, ma al momento della percezione dello stesso da parte di soggetti che siano “terzi” rispetto all’agente ed alla persona offesa"

Per cui il reato di diffamazione diventa effettivo solo quando viene percepito da un terzo.

Ma come ci si regola quando si tratta di diffamazione via internet? Come si fa a stabilire quando una terza persona (diversa dalla vittima) è entrata in contatto con il contenuto diffamatorio e pertanto la diffamazione è in atto?
Questo naturalmente accade anche con la diffamazione su altri mezzi, ma immaginiamo l'implicazione più pesante che questo passaggio può avere su Internet dove i contenuti possono essere continuamente ripresi, generando cosi un effetto moltiplicatore potenzialmente in grado di aumentare la lesività della diffamazione stessa.

La questione è spinosa e il dibattito aperto.

martedì 3 maggio 2011

Woytila, una vita da santo? La parola al Web

Ieri abbiamo pubblicato una ricerca sulla reputazione on line degli ultimi papi del '900. Trovate l'articolo completo sul nostro sito.
Il tema è caldissimo e ci sono già state le prime rilfessioni da due opposte "fazioni" dell'informazione in tema di religione: l'articolo di Andrea Tornelli sulla Stampa.it e quello di Raffaele Carcano su UAAR.it. Siamo contenti e speriamo che il dibattito continui.

Ecco un estratto dell'analisi condotta: