lunedì 12 settembre 2011

Il segreto di Twitter: le persone come motori di ricerca?

Nell'ultimo anno abbiamo assistito a decine di sfide tra il colosso del social e il colosso del search, in cui ciascuno cerca di entrare nel campo dell'altro e di sottrargli terreno rifacendo quello che l'altro ha inventato e chiamandolo con un nome diverso. Facebook nel 2009 ha lanciato il suo motore di ricerca, Google quest'anno gli ha risposto con il suo social network (e il nome stesso insegue la vittoria nel principio di accumulazione: plus, sempre di più).
Ma se dovessimo definire in due parole cos'è Facebook e cos'è Google, terremmo conto di tutti questi reciproci aggiustamenti?
Il modo in cui le persone usano le cose non è sempre prevedibile e previsto da chi le costruisce, ma sicuramente rispetta il principio di semplicità.
Torniamo all'origine: le persone usano Facebook per contattare e condividere e usano Google per conoscere.
All'incrocio di queste due esigenze si è inserito un modello più semplice ma più completo: un sistema per contattare, condividere e conoscere.
Su Twitter i nostri contatti sono il nostro motore di ricerca. E la conoscenza è il motore dei nostri contatti. Ciò che mi induce a contattare qualcuno su Twitter, non è la curiosità per la sua storia personale, nè l'amicizia, l'affetto, la nostalgia. E principalmente il desiderio di conoscere di più, condividendo informazione.
Allora mi chiedo: è forse perchè implica la razionalità delle persone, che le aziende ancora non puntano molto su Twitter?


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