lunedì 14 novembre 2011

Il Web compie 20 anni e il suo papà pensa alla privacy


Sono passati 20 anni dal primo click su un sito web. Era http://info.cern.ch , si collegava con un server negli Stati Uniti, e fu progettato dall'ingegnere inglese Tim Berners-Lee con l'aiuto del ricercatore belga Robert Cailliau.
Il Web è un giovane poco più che adolescente, che è riuscito a cambiarci la vita.
Oggi, Berners Lee, da buon padre di famiglia, si preoccupa dell'aspetto forse più delicato legato al suo impressionante sviluppo: la privacy dei suoi utenti. L'identità digitale delle persone, monitorata a fini commerciali, deve essere salvaguardata da qualsiasi violazione della privacy . Questo l'appello lanciato ieri nel corso di un audizione alla camera dei Lord.
Già l'anno scorso, di questi tempi, Berners Lee si era espresso in modo critico sulla chiusura dei social network e il fatto che, a dispetto della celebrazione di una totale condivisione tra le persone, essi abbiano prodotto negli anni isole separate di dati personali ("i silos di dati") archiviati nelle varie piattaforme intorno ad ogni singolo utente.
Il padre di Internet con queste sue riflessioni sembra suggerci l'idea che la tutela della privacy online abbia a che fare con una gestione piena, consapevole e diretta delle informazioni da parte delle persone, piuttosto che con la delega delle scelte ad un sistema chiuso uguale per tutti, e sconosciuto a molti.
Quante volte in un anno sono cambiate le regole di Facebook? E, soprattutto, chi gli sta dietro?

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