martedì 17 dicembre 2013

Diritto d'autore online: Agcom stringe la morsa su chi diffonde contenuti protetti

Il weekend appena trascorso ha sancito un giro di vite sull'utilizzo di internet in Italia con l'introduzione della "web tax", volta a frenare l'evasione fiscale nel nostro paese da parte delle web company internazionali, e con la modifica del regolamento Agcom sulla tutela delle opere digitali. L'obiettivo, secondo l'autorità garante delle comunicazioni, è quello di adottare azioni più severe contro la pirateria digitale.

Secondo il nuovo regolamento, un titolare di un'opera o il licenziatario avente diritto può inoltrare, attraverso un apposito modulo disponibile sul portale dell'Agcom, una richiesta di intervento all'autorità garante per la rimozione di contenuti protetti. Se la richiesta viene processata positivamente, i portali di hosting e gli internet service provider saranno costretti a rimuovere il materiale che viola i diritti o bloccarne l'accesso entro 3 giorni dalla comunicazione, pena il pagamento di una sanzione fino a 250 mila euro.

La normativa tiene conto di alcuni distinguo che riguardano casi relativi a gravi ed evidenti violazioni del copyright a scopo di lucro, o richieste provenienti direttamente da una delle associazioni che detengono i diritti. In presenza di queste due circostanze è prevista l'applicazione del rito abbreviato che riduce a 12 giorni il periodo di intervento da parte dall'Agicom, contro i 35 giorni del rito ordinario. A subire la stretta del nuovo regolamento, non saranno solo i gestori di servizi di hosting o gli internet service provider italiani, ma anche stranieri. All'ordine di rimozione dei contenuti possono essere soggetti anche i portali esteri, per cui è prevista, in caso di violazione dell'opera digitale, la disabilitazione dell'accesso al sito.

Rispetto alla normativa precedente, quella attuale riporta in maniera dettagliata cosa si intende per "opera digitale", facendo rientrare nella categoria materiale audiovisivo, editoriale, letterario, fotografico, software e anche frammenti di opere. La novità significativa rispetto al regolamento precedente riguarda, inoltre, lo snellimento della procedura burocratica di intervento: se prima l'autorità era tenuta ad intervenire a seguito del tentativo di contrattazione tra le due parti, adesso è previsto l'intervento diretto e immediato dell'Agcom.

La notizia è balzata subito sui media, gettando preoccupazione tra i fornitori di servizi di hosting che si ritrovano a ricoprire il ruolo di intermediari passivi tra i titolari dei diritti e chi pubblica i contenuti sui loro siti, con scarse possibilità di manovra. Il nuovo regolamento ha scatenato, in particolare, alcune polemiche in merito ai limiti imposti alla libertà di condivisione dei contenuti online.

Sono diventati celebri alcuni casi di violazione del copyright, primo fra tutti quello che ha coinvolto i siti Megaupload e Megavideo, che generavano profitti attraverso la circolazione tra utenti di contenuti protetti.
La tutela della proprietà intellettuale online è un tema molto controverso, che lascia ampio spazio a dibattiti sul modo più opportuno di difendere la proprietà intellettuale senza, tuttavia, limitare la libertà di circolazione delle informazioni e lasciare scoperte zone di grigie di illegalità.



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