martedì 4 febbraio 2014

La reputazione on line dei Ceo: 5 buoni motivi per migliorarla

Le aziende spesso ritengono più importante monitorare e ottimizzare la reputazione online del proprio brand, sottovalutando però altri elementi che, se lasciati al caso, potrebbero influire negativamente sulla percezione dell'intera azienda. Uno di questi riguarda proprio i Ceo, ciò che dicono e che fanno e come il web filtra le informazioni su di loro, perché agli occhi degli utenti, la verà identità di un individuo è la somma dei risultati sui social network e sui motori di ricerca.

Basti pensare al caso scatenato qualche mese fa da Guido Barilla, le cui dichiarazioni sono rimbalzate su Twitter e Facebook nel giro di pochissime ore, dando il via a una serie di polemiche e sfottò che hanno influito negativamente sulla reputazione del brand e dello stesso Guido Barilla, presidente dell'azienda. Stabilire una buona comunicazione online può determinare vantaggi ed effetti positivi sulle prestazioni aziendali. Per farlo, è bene osservare una serie di consigli ed evitare errori di comunicazione grossolani comuni a molti ceo. Oltre la presenza su Linkedin, piattaforma per eccellenza dei professionisti, diventa sempre più strategica la presenza su Twitter, quale canale ufficiale per costruire una buona immagine online e stabilire un contatto più diretto e informale con gli utenti interessati alla società di cui si è a capo. Twitter può diventare un mezzo per comunicare le proprie osservazioni e i propri interessi attraverso i retweet e i following. Attenzione, però, a non utilizzare un linguaggio troppo informale, con uno stile inappropriato e spesso polemico. E' bene tenere presente che l'apertura di un account social richiede un costante aggiornamento di contenuti, curandosi di non lasciare "in silenzio" la propria attività per periodi lunghi. Fornire una corretta ed esaustiva presentazione di se stessi e del proprio lavoro è allo stesso tempo molto importante, prestando attenzione a non mischiare argomenti professionali con quelli privati.

Una volta chiariti quali sono gli errori da evitare e di conseguenza l'atteggiamento da assumere per migliorare la propria immagine sul web, ci sono cinque buone ragioni che aiuteranno a non sottovalutare la reputazione on line di Ceo e manager:

1. Prima di fare un acquisto o un investimento, i consumatori spesso tendono a cercare informazioni su coloro che dirigono le società che vendono un determinato prodotto o servizio, soprattutto se la vendita indica un coinvolgimento a lungo termine con il cliente. Un'opinione personale controversa, in questo caso può seriamente compromettere anche il giudizio del consumatore più fedele.

2. Creare una presenza forte ed incisiva su web e social network favorisce la percezione del Ceo come opinion leader ed esperto del settore. Questo si traduce in un atteggiamento attivo nei forum e nei gruppi di discussione relativi al proprio settore, attraverso l'espressione di opinioni professionali, l'analisi dei trend, la diffusione di pubblicazioni e casi studio, al fine di accrescere la credibilità online. Anche la gestione di un blog di taglio professionale e specialistico può essere un ottimo strumento.

3. Una buona identità digitale non è solo il miglior metodo per la "customer retention", ma anche per attirare eventuali business partner ed azionisti. Chi è in possesso della liquidità per investire è più propenso a farlo verso chi mostra attendibilità e sicurezza, e una buona reputazione online contribuisce sicuramente a dare queste conferme agli investitori.

4. Non solo consumatori e azionisti. E' bene considerare anche l'interesse della stampa, e sfruttarlo al meglio. I giornalisti infatti selezionano i personaggi da intervistare anche per la loro capacità di comunicazione, oltre che per l'adattabilità del profilo alla creazione di una storia interessante. Meglio non lasciare nulla al caso, perché un'espressione usata in maniera casuale può essere messa invece in risalto dal giornalista, dando vita ad una caratterizzazione del personaggio duratura nel tempo.


5. Per i manager in fase di job hopping può essere opportuno affiancare ad oculate strategie comunicative anche strumenti tecnologici come il posizionamento sui motori di ricerca. Attraverso tecniche di seo è possibile fare in modo che il proprio nome compaia nei risultati di ricerca associato a contenuti professionali e inerenti al proprio settore, affinché il profilo risulti attraente per i selezionatori. Allo stesso modo, risultati di ricerca positivi sul Ceo e l'azienda saranno utili a catalizzare l'attenzione di candidati e risorse.

E' tuttavia plausibile pensare che chi ha un business da gestire, non abbia molto tempo da dedicare alla gestione della propria reputazione online. Per questo motivo, è sempre più richiesta la figura del Reputation Manager, che cura, difende e migliora l'identità online attraverso strategie di comunicazione e tecniche cinformatiche mirate. Difficile costruire una reputazione come quella di Steve Jobs che, secondo Forbes, totalizza il numero più alto di buzz positivi online, però personaggi come lui possono essere presi da modello per chi in piccolo cerca di avere un'immagine positiva e corente con il proprio operato "offline". 




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