mercoledì 12 febbraio 2014

Parlamentari Pd e M5S sotto attacco hacker: danno alla reputazione per frasi oltraggiose e oscene su Twitter

Reputazione a rischio per Alessandra Moretti, deputata del Partito Democratico e Paola Taverna, ex capogruppo e senatrice del M5S, che la notte del 6 febbraio sono state vittime di attacco hacker su Twitter. Intorno alle 2 di notte, dai profili ufficiali delle due parlamentari sono partiti dei tweet dal contenuto osceno e oltraggioso, retwittati da molti utenti e ancora visibili sul social network.

Si tratta di un tipico caso di violazione dell'identità digitale di un personaggio pubblico, che ha più risonanza sul web proprio a causa del maggiore numero di follower che tali profili in generale hanno. Il controllo e monitoraggio della reputazione online è tanto più necessario quindi nel caso di una figura di rilievo pubblico, che non solo può essere più soggetta a incidenti simili ma richiede l'attuazione di una strategia ad ampio raggio sia su internet che sui social network.



A quattro giorni dal cyberattacco, sull'account Twitter della senatrice pentastellata figurano ancora visibili 18 tweet incriminati, con un media di 20 retweet l'uno e un massimo di 50 per alcuni. Questo flusso finora non arrestato non giova alla senatrice, continuando a far espandere il danno a macchia d'olio. Al contrario il deputato del Pd, Moretti, ha subito provveduto a far rimuovere i tweet "inappropriati" dal proprio account, spingendosi ben oltre con la pubblicazione di una lettera a Corriere della Sera, in cui viene evidenziata l'esigenza di provvedimenti legali che limitino questo genere di incidenti e ne puniscano i fautori.

Assieme al collega del Pd Francesco Sanna, Alessandra Moretti, ha annunciato infatti la presentazione di una proposta di legge contro la diffamazione online, che ha lo scopo primario di difendere soprattutto i minori, protagonisti attivi o passivi di episodi di cyberbullismo in rete. Per la Moretti è necessario stabilire il diritto all'oblio per i contenuti lesivi pubblicati con la rimozione e la deindicizzazione sia di articoli che di post dai motori di ricerca, estendendo di fatto la tutela contro le diffamazioni non solo ai quotidiani online ma anche ai social.

Entrambe le parlamentari hanno ricevuto messaggi di solidarietà, ma non sono mancate le polemiche da parte di qualcuno, che ha considerato opportunistico l'atteggiamento di Alessandra Moretti, in relazione alla sua mobilitazione sulla proposta di legge in seguito all'accaduto. La lesione dell'identità digitale nasconde insidie maggiori spesso proprio nelle conseguenze successive alla pubblicazione del contenuto lesivo. Si pensi ad esempio al coinvolgimento trasversale di persone terze citate nei tweet, come il presidente della Camera, Laura Boldrini, o alla stessa Alessandra Moretti che, nonostante abbia rimosso i contenuti in questione, risulta ancora citata nei post della Taverna. E si pensi ancora alle polemiche generate dalla reazione della stessa Moretti con la proposta di legge contro il cosiddetto "hate speech" (incitazione all'odio) online, che dimostra come spesso ad un passo falso in rete ne possa seguire uno ulteriore, frutto di una cattiva o distratta gestione della crisi reputazionale.

L'oltraggio mediatico e social ha una valenza negativa in misura maggiore per i politici, per i quali una cattiva reputazione online potrebbe compromettere il consenso degli elettori. Pertanto, la gestione della comunicazione e dell'immagine digitale non deve essere sottovalutata, ma migliorata impostando strategie di monitoraggio e intervento costante nel tempo e non solo nelle circostanze di crisis.
A tale scopo può essere messa in atto una serie di azioni che comprendono:

  • la realizzazione e l'aggiornamento delle pagine di Wikipedia, contenenti informazioni esaustive del proprio curriculum; 
  • creazione e gestione di un blog, con la funzione di "portavoce digitale" delle proprie idee e campagne politiche;
  •  utilizzo di espedienti informatici come l'indicizzazione sui motori di ricerca per evidenziare particolari contenuti a beneficio della propria immagine. 
Non ultima, l'interazione sui social deve rispondere sempre al buon senso e all'appropriatezza dei contenuti, oltre che puntare sulla costruzione di un rapporto più diretto e sincero con l'elettore/utente.





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