lunedì 1 settembre 2014

Identità Digitali rubate: Camilleri denuncia il suo falso account su Facebook

Anche Andrea Camilleri, che i personaggi li inventa per mestiere, si è stufato dei suoi falsi sé su Facebook. Lo scrittore ha denunciato alla Polizia Postale l' autore dell' account che parlava a suo nome sul social network:

"Non ho un profilo, non ho un sito e non sono in internet - ha detto lo scrittore all'Ansa - Qualcuno, non so chi, ha un account a mio nome da almeno otto mesi.E' un fenomeno curioso, singolare - ha commentato lo scrittore - non sai come difenderti, poi capita di dire alle persone che quel profilo non è il mio, ma non ti credono"

Il finto "Andrea Camilleri" postava su Facebook frasi che lo scrittore non avrebbe mai pronunciato, procurandogli un evidente danno reputazionale e creando situazioni di forte imbarazzo allo scrittore:


Non è il primo caso in Italia in cui si viola l'identità digitale di personaggi noti, era infatti già successo al giornalista Michele Serra, a Fabio Fazio e Claudio Magris.

Il numero di account falsi è di solito direttamente proporzionale alla popolarità e all'importanza del personaggio.
Forse è per questo che Papa Francesco ha centinaia di pagine Facebook e account Twitter dedicati a lui, alcuni palesemente ironici mentre altri addirittura dichiarano di essere l'account ufficiale del pontefice (il Papa ha un account ufficiale solo su Twitter).



E' così che, al di là della parodia, si producono situazioni seriamente compromettenti dal punto di vista etico: questi profili sono invasi dai messaggi di persone che credono ingenuamente si tratti del vero Papa e gli chiedono aiuto e conforto, raccontandogli situazioni personali tragiche e lasciando a volte anche i propri contatti, sperando che il pontefice telefoni anche a loro.

Come abbiamo visto più volte è molto difficile bloccare subito queste situazioni, i tempi della giustizia possono essere davvero molto lunghi e come spiega Camilleri dopo la denuncia "Dicono che bisogna ottenere la liberatoria dagli Stati Uniti per agire".

Il problema delle identità digitali rubate è l'altra faccia del diritto all'oblio, ma portano entrambi alla stessa conseguenza: un'identità falsa è dannosa come un'identità cancellata e nulla. I personaggi pubblici non possono più semplicemente sottrarsi alla Rete, ma piuttosto imparare a costruire una presenza ufficiale controllata e gestita direttamente da loro o dal proprio staff.




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