martedì 10 febbraio 2015

"Mentre eri via" da Twitter: impatti reputazionali

A metà novembre 2014, Twitter ha pensato di introdurre una nuova funzione chiamata “While you were away”, tradotto in italiano “Mentre eri via”. Questa nuova caratteristica, nata dal cambio di strategia del nuovo Head of Product di Twitter, consiste nel riproporre nella timeline i tweet più rilevanti, quelli che hanno avuto più risonanza e il maggior numero di commenti. In questo modo tutti gli utenti, anche chi ha una frequentazione sporadica, potranno conoscere gli argomenti più interessanti pubblicati dai profili seguiti e averli facilmente a disposizione. 
La rilevanza sarà determinata da un algoritmo in base a due indicatori: il numero dei commenti e il numero dei retweet. La motivazione alla base di questa scelta sta nell’aver constatato un basso grado di coinvolgimento da parte degli utenti nei confronti della piattaforma. Come rilevato da una recente indagine di Pew Research, un Istituto di Ricerca americano che si occupa di tematiche sociali, argomenti di pubblica opinione e di analisi dei contenuti media, il tasso di engagement è calato di almeno il 10%. La ricerca, intitolata “Social Media Update 2014”, ha illustrato nel dettaglio come i social media sono stati vissuti durante l’anno appena trascorso, fornendo importanti spunti per il 2015.
Ad essere evidente è stato subito che Facebook, nonostante abbia una crescita molto lenta, continua ad ottenere un livello di coinvolgimento dei propri utenti molto alto, a differenza di Twitter che denota da sempre questa debolezza. La nuova feature, per ora, è disponibile solo per gli utenti di iOS, ma a breve dovrebbe esserlo anche su Android. Tendenzialmente le reazioni degli utenti non sono state incoraggianti, per almeno due motivi: volendolo rendere sempre più simile a Facebook, si è, di fatto, alterata la natura stessa di Twitter basata su una temporalità “real-time” e si è resa più caotica la lettura dei contenuti. Con il “While you were away”, 
Twitter spera di innalzare il livello di coinvolgimento riproponendo contenuti basati sulla popolarità, mettendo in condizione l’utente di non perdersi nulla. Che sia una strategia ottimale o fallimentare è ancora da capire, data anche la fase embrionale del progetto. Se da un punto di vista tecnico non è possibile fare ulteriori riflessioni ed è necessario attendere una versione ufficiale, è invece giusto provare a guardare oltre e capire quali implicazioni reputazionali potrà avere tutto ciò. 
Attualmente un tweet gode di visibilità ridotta, dovuta al carattere volatile della piattaforma, ha una permanenza limitata all’interno della timeline ed è basato sull’immediatezza. Con questo cambio di prospettiva temporale, il tweet acquisisce una maggiore persistenza e assume sicuramente un maggiore valore reputazionale. 
Twitter, quindi, potrà essere considerato un canale sempre più di primaria importanza nel contesto delle analisi reputazionali, basate sulla permanenza dei contenuti on line. Sarà quindi compito degli addetti ai lavori prendere atto di questa nuova evoluzione

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